Bentornata serie A

Di Daniele Compagno – È ripartita da sabato scorso la caccia alla Juventus campione d’Italia. Campionato numero 118, con il ritorno dell’Hellas Verona prenderanno parte al prossimo campionato tutte le 12 squadre che hanno vinto almeno uno Scudetto nei 90 anni di storia della Serie A a girone unico. Le regioni più rappresentate sono l’Emilia-Romagna (Bologna, Parma, Sassuolo e Spal) e la Lombardia (Atalanta, Brescia, Inter e Milan). Annullato il boxing day, la stagione finirà il 24 maggio 2020 e tornerà la pausa natalizia: ci si ferma il 22 dicembre e si torna in campo il 5 gennaio 2020. Quattro le soste per le qualificazioni a Euro 2020 (8 settembre, 13 ottobre, il 17 novembre e il 29 marzo), tre i turni infrasettimanali (25 settembre, il 30 ottobre e il 22 aprile).

Tante le nuove regole che sono state introdotte nel mondo arbitrale e che purtroppo, già a partire da sabato hanno visto i primi malcontenti. Per quanto concerne i falli di mano il braccio largo sarà vietato anche con la palla vicina e toccherà all’arbitro decidere sulla volontarietà o meno che tenderà a sparire (i primi dubbi ieri per Udinese – Milan e Cagliari – Brescia, nel primo caso rigore non assegnato ai friuliani, mentre nel secondo un rigore assegnato alle rondinelle. Le situazioni erano pressoché identiche, ma l’arbitro ha deciso in maniera diversa). Nei calci di rigore i portieri dovranno avere almeno un piede sulla linea di porta e non più entrambi, sulla rimessa dal fondo palla giocabile anche in area, la squadra che subisce il fallo potrà riprendere il gioco prima che l’arbitro sanzioni con un cartellino. Nelle punizioni la barriera con almeno tre difendenti non potrà avere più al fianco calciatori della squadra avversaria, nelle sostituzioni il giocatore dovrà uscire dal punto più vicino ed infine, ma non la meno importante, i cartellini anche per gli allenatori (come successo a Vincenzo Montella proprio sabato scorso.)

Una affascinante notizia invece, è l’arrivo di grandi campioni nel nostro campionato, ciò comporta un grande investimento per il nostro calcio e maggiore visibilità a paragone con gli altri grandi campionati a livello europeo.

Cristiano Ronaldo

Con l’arrivo un anno fa di Cristiano Ronaldo, il campionato italiano è tornato ad attrarre grandi campioni di livello internazionale. Quest’anno grandi nomi strappati ai top club come De Ligt e Lukaku, vecchie volpi ricche di gloria come Ribery, Godin e Schone, campioni al culmine della carriera come Lozano, Ramsey e Rabiot. Rientrati in patria anche due allenatori top come Conte e Sarri (arrivati rispettivamente ad Inter e Juventus e non qualche polemica soprattutto dagli ex tifosi, rispettivamente di Juventus per Conte e Napoli per Sarri).

Sinisa Mihajlovic, allenatore del Bologna

Non ci resta che concludere questa piccola panoramica sul ritorno della serie A, con la notizia più bella ed emozionante avvenuta proprio ieri sera in quel di Verona. Sinisa Mihajlovic è tornato. Si, proprio così. Il cappellino in testa, la tuta del Bologna, il volto dimagrito e il consueto sguardo deciso: 40 giorni dopo l’annuncio della sua leucemia – ed ancora in cura nel Sant’Orsola a Bologna – è sceso in campo a Verona per guidare dalla panchina la squadra contro i gialloblù all’esordio in A. Sotto gli sguardi increduli ed emozionati dei propri giocatori ed il boato del suo pubblico (e non solo) una volta entrato in campo. Fino all’ultimo minuto, Sinisa è rimasto lì, senza neanche la mascherina sulla bocca che indossava nel pomeriggio all’uscita dall’ospedale, per guidare i suoi ragazzi, con la grinta e la passione che solo un uomo come lui poteva dimostrare. Onore a Sinisa. Bentornata Serie A.


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