Walkman: 40 anni di musica che cammina

Di Virginia Monteleone – Sicuramente le nuove generazioni hanno scoperto questo strumento guardando la famosa teen serie 13 Reasons Why, ma molti di noi hanno passato i pomeriggi e le sere con quelle cuffie di spugna alle orecchie, girando i due lati della musicassetta, portando pazientemente indietro il nastro per riascoltare quella canzone. O quando sentivamo la canzone rallentare, e capivamo che si stavano scaricando le batterie – altro che cavo usb! –, ma noi lo sapevamo e avevamo nel cassetto un mucchio di pile nuove.

Prima del cd e del suo lettore che sbatteva nello zaino facendo saltare la canzone, prima dei nostri sofisticati lettori multimediali, il walkman ha accompagnato due generazioni, dai 40enni fino a chi oggi ha poco più di 30 anni.

Il walkman nasce, come ogni oggetto innovativo, in Giappone dalla  casa di produzione Sony. Dopo vari modelli semi portatili, viene proposto un prototipo più piccolo, con ingresso jack per le cuffie, e alimentato a pila. Il Walkman venne messo in vendita in Giappone il primo luglio del 1979 al prezzo di 39mila Yen (che oggi sarebbero circa 500 euro).

Sony non puntò su grandi iniziative pubblicitarie, piuttosto ingaggiò dei ragazzi perché girassero per alcuni tra i quartieri più popolati del Giappone, facendo provare il walkman ai passanti, per far loro scoprire le sue grandi potenzialità. Dopo un primo mese deludente, alla fine di agosto tutti i walkman prodotti furono esauriti, così che fu aumentata la produzione e il prodotto esportato in ogni dove. Divenne così popolare che fece la sua prima comparsa cinematografica già nel 1980 nella famosa pellicola Il tempo delle Mele di Claude Pinoteau, nella famosa scena della festa diventata iconica.

Scena tratta dal film “Il tempo delle mele

Il walkman divenne così famoso che entrò nel vocabolario determinando così la sua identità. Fu Oshone a proporre di chiamarlo Walkman, sul calco del vecchio «Pressman», perché dava l’idea di un oggetto da usare mentre si cammina (si può tradurre come “persona che cammina”, dall’inglese walk, “camminare”, e man, “uomo”). Il walkman è stato il paziente zero di ciò che oggi sono le mandrie di zombie con gli auricolari alle orecchie, figli del caos, dell’inquinamento acustico.

Questo straordinario strumento ha dato il via ad un nuovo modo di vivere, battezzando generazioni di sognatori, timidi pensatori, che nell’apparente silenzio di un passante, vede orecchie coperte, chiuse da due cuscinetti colorati ma che risuonano di grandi e aperte emozioni. Un momento privato in mezzo a migliaia di persone. Un pentagramma colorato dentro autobus affollati, la sensazione di leggerezza nelle grigie e pesanti metropoli. Oppure distesi dentro una stanza, guardando un soffitto, ma liberi di sognare.


Foto copertina da www.sony.it

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