La matita dell’umorismo muto. Addio a Mordillo

Di Virginia Monteleone – Lo scorso 29 giugno  Guillermo Mordillo Menèndez, ci ha lasciati all’età di 86 anni. Uno dei più grandi fumettisti del secondo Novecento ci abbandona così, quasi in silenzio, come le sue famosissime illustrazioni.

Negli anni Settanta e Ottanta le sue immagini e le animazioni erano molto famose e diffuse a livello internazionale, tanto che si poteva trovare svariato merchandising come diari, quaderni, biglietti di auguri, peluche, ecc.

Mordillo comincia la sua carriera da giovanissimo. Inizia a disegnare a soli 12 anni e, sempre durante l’adolescenza, dà vita insieme a Enrique Lipszyc (futuro sceneggiatore di fumetti e ideatore della Escuela panamericana de arte) a un giornalino scolastico. A 18 anni comincia ad illustrare libri per l’infanzia, e contemporaneamente lavora per il settore pubblicitario.

Si avventura anche nella Grande Mela dove collabora con la Paramount per la realizzazione di cartoni animati diventati celebri, come Braccio di Ferro e Little Lulu. Si trasferisce in seguito a Parigi dove collaborerà con la rivista Lui e il quotidiano Paris Match. In concomitanza con l’attività per questi due giornali, realizza anche molti cartoni animati per la tv francese.

Vinse molti premi tra cui il Phoenix Prize of Humor nel 1973, il Yellow Kid Award nel 1974, il Nakanoki Prize nel 1977, il Cartoonist of the Year del Salone Internazionale dell’Humor di Montréal nel 1977. Tutti conoscono l’immaginario fantastico di Mordillo, con le sue creature dai grossi nasi, gli animali feroci trasformati buffamente, giraffe dal collo lunghissimo e scenari super affollati.

Queste creature non hanno bisogno di parole, comunicano a gesti e affrontano diversi temi da quelli sportivi a temi politici e sociali, sempre con quell’ironia che le contraddistingue. Rimangono legate ai nostri ricordi di infanzia quelle immagini che pur conoscendole non se ne sa l’autore. Alcuni oggi sanno che il loro papà è Mordillo. «Meglio tardi che mai» avrebbe certamente detto lui.


Immagine in copertina da Yahoo Notizie

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