Ci manchi Michael

Di Valentino Billeci – Il 25 giugno sono ricorsi i 10 anni della morte di Michael Jackson. Sembra che il tempo si sia paralizzato. Nelle nostre menti appariva come un fenomeno inconcepibile viste le imminenti serate che avrebbe dovuto tenere all’Arena 02 di Londra per il suo tour finale, il This Is It Tour.

Dieci anni. Un lasso di tempo in cui sono cambiate tante cose. Soprattutto la musica. Michael avrebbe continuato a comporre nuovi brani? Non lo sappiamo. L’unica certezza è che resterà per sempre nella storia della musica.

Michael Jackson durante le prove di “This Is It.”

Jackson è stato davvero ilRe del Pop”, non solo sul piano commerciale, ma soprattutto come uomo di spettacolo e compositore musicale. Dai primi successi con i Jackson 5 sul finire degli anni Sessanta sino alla leggendaria performance agli MTV Music Awards del 1995, MJ (come veniva spesso chiamato), ha dato vita ad una musica commerciale che riusciva a restare al passo coi tempi. Un trademark distintivo che si può riconoscere solo in lui. Ed è proprio l’originalità e la distinzione che rende immortali e unici i suoi lavori. Da Destiny sino a Invincible, sono numerosi i brani con cui ha lasciato il segno. Impossibile elencarli tutti. 

Al di là dei grandi successi commerciali coi dischi  Bad, Dangerous e Thriller, due album hanno rappresentato la svolta sonora nella produzione di Michael. Off the Wall del 1979, con le sue sonorità disco-funk  che continuano a fare scuola per tutte le generazioni, e History del 1995, che rappresenta la maturità artistica di Jackson con testi e melodie (Stranger in Moscow, They don’t care about us) che probabilmente non avrebbe potuto comporre ai tempi di Quincy Jones.

Ascoltando la musica commerciale di oggi, veniamo presi da una forte sensazione di nostalgia. Nel 1982 era possibile sentire Billie Jean alla radio. Ma non è possibile giudicare la musica in quanto forma d’arte, essa attiene ai gusti personali. Ma MJ manca. Manca non solo come persona, ma soprattutto come genio musicale che avrebbe potuto dare ancora molto alla musica. Resta il rimpianto? Forse sì.

La preziosa eredità musicale che ci ha lasciato va ricordata e trasmessa alle nuove generazioni. Nonostante negli anni la sua vita privata sia stata costellata da numerosi problemi giudiziari e personali (di cui molti probabilmente creati a tavolino per screditarlo), non può essere messa in dubbio la sua creatività e l’amore per la musica. La sua tecnica di ballo e i suoi concerti sono entrati nella storia. 

Michael Jackson durante un live a Wembley

Rimarrà  per sempre tra i più grandi uomini di spettacolo del XX secolo insieme a Frank Sinatra, James Brown, Freddie Mercury e David Bowie. La sua musica è sempre con noi. Grazie di tutto Michael. “Girl, when you dance,  there is a magic!  That must be love” (Rock with you, 1979)


Foto in copertina da www.iltascabile.com

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