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Bodies Exhibition: necro-follia artistica o arte scientifica?

Di Simona Di Gregorio – La Bodies Exhibition ha aperto le porte anche a Palermo il 19 aprile nella magnifica sala dell’Astoria Palace e ha accolto visitatori per tre giorni consecutivi fino al 21 aprile. Ben 250 esemplari anatomici dall’alto valore didattico hanno richiamato gente da ogni dove in diverse tappe italiane. Da Palermo a Milano i resti umani esposti hanno suscitato sempre la stessa critica: la dubbia provenienza dei cadaveri esposti.

Quel limite fra arte e lesione dei diritti umani. I cadaveri di cui parliamo sono esposti sotto dei riflettori in pose quotidiane che grazie alla tecnica di plastilazione hanno mantenuto intatto il loro aspetto. La tecnica, inventata nel 1977 da Gunther Von Hagens si avvale di una sostituzione dei liquidi corporei con polimeri di silicone. Parliamo di arte contemporanea o di ricerca scientifica che va oltre il decoro? L’investimento di più di 450.000€  potrebbe essere una vera e propria lesione della dignità umana oltre ogni limite. A far scattare l’indignazione e le proteste non è tanto l’idea di mostrare dei cadaveri ma la dubbia provenienza di questi. 

A Palermo l’ampio spazio espositivo è stato poco curato, una sequenza di organi esposti in dei tavoli lasciavano ricordare un po’ l’infanzia e i libri della raccolta  “esplorando il corpo umano”. Nessuna sequenza logica sul corpo umano e la sua evoluzione, probabilmente perché lo shock finale viene conservato alla fine con l’esposizione dei feti. Nessun accenno che spiega la metodologia di plastinazione utilizzata, né una guida che potesse spiegare bene il percorso da seguire. L’approccio sembrerebbe prettamente scientifico e non artistico. Il focus era la dinamica del corpo e i danni causati dall’alcolismo, dal tabagismo, dalla riproduzione umana e dall’alimentazione.

In Australia, dove l’idea della mostra prende vita, è possibile donare il corpo per fini scientifici. Tuttavia è a dir poco inaccettabile che entrando a vedere una delle mostre più discusse si esca disorientati e soprattutto incerti sull’origine dei corpi utilizzati. Cadaveri di prigionieri cinesi, corpi non identificati provenienti da ospedali americani, clochard inconsapevoli di dare il consenso? L’organizzazione per quanto possa dimostrare la donazione avvenuta per vie legali non può verificare se sono o meno stati prigionieri o altro. 

La plausibilità dell’origine cinese nasce dal fatto che per ammissione dell’Imagine Exhibition, almeno 20 corpi arrivano dall’Università di Medicina di Delian, a poca distanza dal campo di internamento e lavori forzati di Madanjia. Un dato molto curioso inoltre è che la totalità dei corpi esposti è di ragazzi, cosa parecchio diversa dai corpi più vecchi che vengono donati per l’insegnamento dell’anatomia nelle scuole mediche australiane. Non è la prima volta che sorge questo dubbio; da quando è nata l’idea vengono accusati di prendere i corpi da una sorta di traffico nero, mai provato, di cadaveri provenienti dalla Cina. Gli organizzatori della mostra, che da anni girano tutto il mondo, hanno sempre respinto le accuse mostrando documenti che dimostrano la regolarità della donazione dei corpi ma non vi è traccia che ne dimostra la provenienza etica legale di ogni corpo.

La mostra rimane un’esperienza dai molteplici piani di lettura. Tutti i corpi e gli organi vengono dati dopo essere stati plasticati con silicone liquido per prevenire la decomposizione. Di recente l’esposizione di corpi plasticati è stata vietata in Israele, Francia, Hawaii e in alcune città statunitensi. La Repubblica Ceca nel 2017 ha autorizzato tali esposizioni solo dopo la ricezione della prova del consenso dei deceduti.

Ethan Gutmann, giornalista investigativo cofondatore della coalizione internazionale contro l’abuso di trapianti in Cina (ETAC), ha chiesto di poter prelevare campioni di dna dai cadaveri esposti per chiarirne la provenienza. Si ritiene plausibile che la questione potrebbe fare esplodere in Cina un vero e proprio scandalo sul prelievo illegale di organi di prigionieri di coscienza praticanti del Falun Gong.

A Palermo, dove le catacombe rispecchiano una delle attrazioni turistiche di maggior interesse, le critiche sono state meno accese ma non nulle. La mostra Bodies Exhibition sta comunque continuando a girare il mondo lasciando irrisolti molti quesiti sulla sua eticità.

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