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Attesa finita per i fan: arriva il videogioco “Death Stranding”

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Di Marco Cerniglia – Dopo tanto tempo passato ad attendere risultati, il tanto pubblicizzato “Death Stranding” ha finalmente una data di uscita: l’8 Novembre 2019. L’opera, creata dalla mente di Hideo Kojima, volto già famoso nell’ambito videoludico per la saga Metal Gear, era atteso già dal 2016. Si sa ancora davvero poco del gioco, a tutti gli effetti, sia in termini di trama che di gameplay.

Nella maniera tipica di Hideo Kojima, infatti, ogni trailer del gioco finora presentato è stato sibillino e molto aperto a libera interpretazione da parte degli spettatori e prospettivi giocatori. Il genere è stato classificato come “azione”, ma la ricchissima varietà di elementi all’interno dei pochi trailer mostrati lascia intendere che limitare l’intera opera a un solo genere possa sembrare riduttivo. Elementi di libera esplorazione “open world”, segmenti di gioco “stealth” dove è necessario agire in furtività, e momenti di azione più diretta, con combattimenti sia corpo a corpo che con armi da fuoco. (qui sotto il trailer dell’annuncio della data. ATTENZIONE: può contenere immagini forti!)

Il trailer di “Death Stranding” che annuncia data di uscita e cast del gioco

Come spesso accade nei giochi di Kojima, inoltre, si trovano anche svariati messaggi politici nascosti (ma non troppo) all’interno della trama; l’autore giapponese, infatti, ha già altre serie di giochi a suo nome. Tra queste, la più nota è certamente la saga di Metal Gear, che dietro una trama che narra la storia di una saga di mercenari noti col nome in codice “Snake”, crea vere e proprie dissertazioni sulla guerra e sul modo di viverla. Il padre, la cui storia avviene durante la Guerra Fredda, contemporaneamente a quelle del ben noto James Bond, non ricorda per nulla l’archetipo del soave agente segreto, e piuttosto appare come un uomo comune, abbastanza sarcastico ma brillante; il figlio, invece, che combatte nel periodo successivo, vorrebbe soltanto abbandonare il campo di battaglia, amareggiato e distrutto, ma non riesce ad abbandonare un campo di battaglia dove quelli come lui sono spesso sfruttati e messi da parte appena terminata la propria utilità.

Meno nota, ma col suo piccolo cult, e con messaggi ancora più forti, è la saga di Zone of the Enders, in cui dietro alla storia di una organizzazione terroristica nata con lo scopo di liberare le colonie terrestri su Marte, si nascondono, oltre ad alcune riflessioni simili a quelle della saga di Metal Gear, anche storie di razzismo contro chi proviene da un luogo diverso, in quanto il termine “Ender” indicherebbe in modo dispregiativo chi ha lasciato la Terra per le colonie di Marte, o chi da Marte si reca presso le neonate colonie di Giove, in un futuro relativamente prossimo del genere umano.

E Death Stranding? Possiamo già vedere dai trailer mostrati finora che il gioco avrà come scopo quello di “riunire una società fratturata”, in un mondo che, dopo una non ancora ben definita apocalisse, si è diviso in molte piccole città, sigillate dai pericoli esterni. Fuori da questi nuclei si avventurano soltanto persone in cerca di risorse, o gruppi terroristici dalle finalità abbastanza nebulose, in pieno stile Kojima. Il tema di fondo, molto visibile già da ora, sembra quindi il concetto che “separata, l’umanità non ha un futuro”.

Norman Reedus, che presta il volto al protagonista del gioco, e Hideo Kojima

Inoltre, il cast dentro il gioco presenta un buon numero di rappresentazioni digitalizzate di volti noti dello spettacolo: tra questi notiamo Norman Reedus, noto come uno dei personaggi principali della serie The Walking Dead, nei panni del protagonista Sam; e tra gli altri attori presentati nel trailer di annuncio della data appaiono anche il regista Guillermo del Toro e l’attore Mads Mikkelsen, che ha prestato il volto anche ad Hannibal Lecter nella serie omonima.

Informazioni sibilline, molte speculazioni, un cast di volti noti e un autore noto per opere apprezzate e controverse nella trama e nel messaggio da trasmettere; gli ingredienti di un cocktail esplosivo di curiosità e attesa per un potenziale capolavoro, attraverso il medium del videogioco, ancora ritenuto non convenzionale dai più, ma che ormai è impossibile ignorare come strumento per raccontare ogni giorno nuove storie in modo unico e immersivo.


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