Vittorio Zucconi, il giornalista vero

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Di Gaia Garofalo – Vittorio Zucconi è morto il 25 maggio del 2019 nella sua casa a Washington, luogo in cui ormai da anni si era trasferito insieme a tutta la sua famiglia. Vittorio Zucconi è morto e ha dato la sua ultima firma alla sua voce e alla sua penna. Dopo un lungo periodo di malattia, si è spento a 74 anni.

Da direttore di Repubblica ha mantenuto il suo spirito di avventura, la sua intenzione a raccontare e dirci, dirci di quello che vedeva e che respirava, dirci e ispirarci uno spirito critico. Stimato anche da chi non fosse sempre d’accordo con lui, per quel suo sguardo obiettivo, vero, ma anche pieno di cuore. Come direttore poi di Radio Capital ha tenuto le nostre orecchie attente nei lunghi e brevi tragitti in macchina, ed erano quei momenti in cui bisognava fare silenzio e alzare il volume, per ascoltare meglio.

Massimo_Gramellini,_Michele_Serra_e_Vittorio_Zucconi
Michele Serra, Vittorio Zucconi e Massimo Gramellini

Ci ha regalato tanta umanità nel suo lavoro; il giornalismo viene spesso strattonato, mascherato, ucciso e accusato. Lui ne ha ridato valore, verità e orgoglio. E in questo giorno, un groppo in gola arriva a chi lo ha seguito, anche solo qualche volta tra le pagine di D – la Repubblica e nella rubrica Parole di Nonno sulla rivista bimestrale Kids.

Scrittore non solo di articoli, di rubriche, di saggi, ma anche di pezzi di carta di meraviglia, come il libro Stranieri come noi, edito da Einaudi Scuola nel 1993 e adottato nelle scuole medie. Una raccolta di 11 racconti che viaggiano nella valigia di Zucconi per il mondo. Si ringrazia questo giornalista vero per averci insegnato tante cose, una di queste quella di non fermarsi alla prima occhiata, di non essere mai banale. Buon viaggio, anche questa volta.


 

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