Neanche il carcere fascista la fermò: la storia di Adele Bei

Da Madri costituenti

Di Alessandra Fazio – Adele Bei, una delle 21 madri costituenti, nacque a Cantiano il 4 Maggio del 1904. Sin dall’età adolescenziale mostrò profondo interesse per la politica, probabilmente grazie all’influsso dei componenti della sua famiglia, dediti  alle questioni politiche in modo, piuttosto, fermo e  assiduo.

Questo suo interesse la condusse ad occuparsene attivamente. Nel 1922 conobbe Domenico Ciufoli, che sposò da li a poco. Ciufoli, avendo abbandonato il Partito Socialista, insieme ad Antonio Gramsci, Amedeo Bordiga, Pietro Secchia e Umberto Terracini si occupò della fondazione del Partito Comunista d’Italia, al quale aderì la stessa Adele nel 1925.

Al fine di riuscire a mantenere i contatti e ricevere informazioni da parte di militanti antifascisti si diresse più volte in Francia, dove si trasferì insieme al marito, qualche anno dopo, per sfuggire all’arresto da parte dei fascisti. Ma, nel 1933, nel tentativo di diffondere in Italia informazioni, documenti e materiale antifascista, venne arrestata a Roma durante una delle sue “rimpatriate clandestine” e venne processata e condannata a 18 anni di reclusione, dal Tribunale Speciale per la difesa dello Stato. Dopo 10 anni trascorsi tra le Mantellate di Roma e il carcere di Perugia, venne scarcerata l’ 8 Settembre del 1943 e decise di partecipare alla lotta partigiana, coinvolgendo un numero vastissimo di donne, molte delle quali persero la vita nei diversi assalti.

AdeleBeiNel dopoguerra, si occupò delle condizioni carcerarie e dei diritti delle donne e fu responsabile della Commissione Femminile Nazionale della CGIL e dirigente dell’Unione Donne Italiane. Nel 1946 venne eletta all’Assemblea Costituente. Lavorò nelle diverse commissioni parlamentari, in particolare nella III Commissione che si occupava dell’esame dei disegni di leggi. Manifestò grandissimo interesse, oltre che per i diritti delle donne, anche per le questioni lavorative, previdenziali, per quelle relative al commercio e agli affari, ma anche attinenti alla difesa e alle finanze.

Fu eletta, anche, senatrice di diritto per i suoi meriti antifascisti. Fu, anche,  sindacalista e si mise alla guida del sindacato delle tabacchine.

Adele Bei fu tante cose. Ricoprì ruoli importantissimi. Ma, sopra ogni cosa, fu una donna virtuosa, coraggiosa. Una donna che non si è mai arresa e ha lottato fino alla fine credendo fermamente nella possibilità di cambiare le cose. Adele ci ha creduto davvero. Ed è il credere in qualcosa che ne rende possibile la realizzazione.


Annunci

Eco Internazionale

Attualità Internazionale | Società | Cultura | Personaggi

Commenta

Annunci
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: