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Le debolezze dei Millennials come punto di forza dell’esercito britannico

Di Marco Tronci – Non sarà più il baffuto Lord Kitchener, generale britannico durante le guerre boere e protagonista del più noto poster di reclutamento durante la Grande Guerra dal titolo risonante “Britons wants you”, a chiamare alle armi i giovani inglesi.

30a_Sammlung_Eybl_Großbritannien._Alfred_Leete_(1882–1933)_Britons_(Kitchener)_wants_you_(Briten_Kitchener_braucht_Euch)._1914_(Nachdruck),_74_x_50_cm._(Slg.Nr._552).jpgLa campagna di reclutamento lanciata negli ultimi mesi dall’esercito di Sua Maestà cambia rotta; niente più patriottismi bensì luoghi comuni e stereotipi riguardanti le nuove generazioni

I poster affissi nelle città britanniche, che richiamano quelli utilizzati durante l’ultimo conflitto mondiale, fanno leva sui problemi e sulle debolezze che avvolgono i ragazzi di oggi, la Generation Z che va dai 16 ai 25 anni, al fine di avvicinarli ancor di più alle carriere militari.

Messaggi come “me me me millennials”, “phone zombies” e “binge gamers” – ovvero l’egocentrismo che caratterizza i millennials, la dipendenza da smartphone e video games – sostituiscono i vecchi slogan in uso in tempi bellici.

L’inusuale ma geniale campagna mira allo svecchiamento fra i ranghi dell’esercito reale, oltre a dare spazio e opportunità lavorative ai tanti giovani inglesi, compresi quelli di seconda generazione. Un nuovo tipo di comunicazione che rompe gli standard dei più tradizionali metodi di arruolamento. 

Changing_of_the_Guard_duo_-_Royal_Gibraltar_Regiment“Your Army needs you” suona come una strigliata a rimboccarsi le maniche e “fare la differenza come parte di una squadra innovativa e inclusiva”, come ha dichiarato il Segretario alla Difesa Gavin Williamson. Una valida occasione per sfatare quei cliché che ruotano attorno al termine millennials.

Attualmente l’esercito britannico, che ammonta a circa 112 mila unità fra effettivi e riserve, è impegnato su più versanti. Dalle missioni di supporto alle forze locali in Belize, Canada e Brunei ai teatri più caldi dell’Iraq e Afghanistan, nel contrasto al terrorismo.


 

 

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