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La storia di Chris

Di Alessandra Fazio – Tutti lo conoscono come Chris Obehi, il ragazzo di colore che canta le canzoni di Rosa Balistreri. Sì, perché Chris adora cantare in siciliano, ama la Sicilia e tutto ciò che ne fa parte.

«Ma chi è realmente Chris?» – Questa è la domanda che gli pongo mentre lo invito a sorseggiare un buon caffè. Chi si nasconde dietro quel giovanissimo ragazzo che ama così tanto la Sicilia al punto tale da imparare, in pochissimo tempo, a cantare in siciliano? Così bravo da incantare tutti coloro che, passando per strada, si fermano ad ascoltarlo mentre intona le canzoni della nostra adorata cantante siciliana?

Ho conosciuto Chris in un locale in cui suonava e cantava. A fine serata abbiamo cantato insieme “Redemption Song” del grande artista Bob Marley. Gli ho chiesto di rivederci per parlare un po’ e raccontarmi qualcosa in più rispetto a quello che tutti già sanno di lui.

Ci incontriamo, una mattina di Dicembre, e decidiamo di sederci in un bar di una delle storiche vie del centro di Palermo. C’è una bella giornata: sole, caffè e due chiacchiere. Chris inizia quindi a raccontarsi.

È in Italia da 3 anni, di cui 2 in Sicilia. Ha vissuto a Catania e adesso a Palermo, dove è stato accolto dalla comunità laica La Zattera, presso la quale tuttora convive con chi, come lui, ha dovuto e voluto rifarsi una vita in un paese lontano da quello natale. Chris ha solamente 20 anni e tanta tristezza nel cuore. Una tristezza a cui affianca la speranza e la voglia di vivere tutto ciò di cui la vita, fino a oggi, lo ha privato. Frequenta il Conservatorio, ama suonare. Suona il pianoforte, il basso, la batteria e a Palermo ha imparato, anche, a suonare la chitarra. Durante la settimana, di sera, frequenta l’Istituto Tecnico Economico per il turismo “Marco Polo”. E nel tempo libero o nel fine settimana si dedica alla sua passione, cantando e suonando nei vari locali e spostandosi, anche, in diverse città.

Studia e ama farlo. Il suo sogno è diventare un’insegnante di musica. Sogna una vita normale, fatta di pace, amore, fratellanza. Ama viaggiare, ballare. Ama la Vita. La ama più di ogni cosa , la ama così tanto perché ha rischiato di perderla e, si sa, le cose che rischiamo di perdere acquistano maggiore valore, quello stesso valore che per abitudine, spesso, non ricordiamo. Chris ha sfidato la morte su uno di quei tanti barconi che provengono dalla Libia, e l’ha vinta. I suoi occhi raccontano tutto, basta guardarli per capire che la sua è stata, a soli 20 anni, una vita segnata dal dolore; una vita fatta di scelte non semplici. Lasciare la propria terra, la propria famiglia per dirigersi verso un Paese sconosciuto, rischiando di morire, mettendo la propria vita in mano a chi con le vite degli altri gioca e affidandola al mare.

Chris è uno dei tanti immigrati fuggiti dal proprio Paese in cerca di un futuro migliore, un futuro incerto. Ma quell’incertezza, per lui, così come per tutti coloro che vivono in quei Paesi straziati dalla guerra e quasi dimenticati, vale più di ogni altra cosa.

E’ un ragazzo come tanti altri: crede in Dio; crede nella bontà dell’uomo,  si fida degli altri, nonostante tutto. Crede che ciascuno di noi possa fare qualcosa per cambiare il mondo. Usa il plurale quando parla di ciò che ci circonda, di ciò che potremmo realizzare se solo ci impegnassimo davvero e ci convincessimo che siamo tutti uguali, che la diversità, in realtà, non esiste, regna soltanto nella nostra mente e si nutre e cresce negli spazi vuoti di cui essa dispone; spazi che dovremmo riempire con i racconti  delle vite di coloro che incontriamo, piuttosto che con ciò che gli altri, la società, ci impongono di ascoltare.

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Forse la non tolleranza nasce proprio dal non saper leggere davvero negli occhi di coloro che si raccontano e ci raccontano le loro debolezze, le loro speranze, le loro vite; dal non saper ascoltare il significato vero e profondo delle loro parole. Forse abbiamo bisogno di ritrovare quel senso di umanità divorato a poco a poco dal non sapere, dal non conoscere fino in fondo la realtà nella quale vivono e muoiono coloro che non hanno scelto di nascere in quelle terre inghiottite dal vortice di ciò che ai nostri occhi appare assurdo e intollerabile.

 

 


 

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