Cosa c’è da sapere sul reddito di cittadinanza

Di Marco Morello – Il Reddito di cittadinanza è la proposta simbolo del Movimento 5 Stelle e una delle priorità del governo Cinque Stelle-Lega; in base alle ultime novità sia il reddito che la pensione di cittadinanza dovrebbero partire nella prima metà del 2019.

Ma cos’è il Reddito di cittadinanza?

È l’aiuto economico che il Governo intende destinare ai 9 milioni di Italiani che si trovano privi di reddito o con redditi troppo bassi.

Il Reddito di cittadinanza non viene erogato a tutti i cittadini, pertanto il nome è usato in maniera impropria: è destinato solo a chi ha determinati requisiti.

 A chi spetta?

Secondo i dati ISTAT, in Italia chiunque percepisca un reddito inferiore ai 780 euro mensili, si trova sotto la soglia di povertà, il Reddito di cittadinanza prevede l’erogazione di un contributo economico, in modo da permettere a chiunque di raggiungere la soglia dei 780 euro.

Coloro che hanno un reddito pari a zero hanno diritto all’importo per intero, mentre per gli altri rappresenterà un’integrazione al reddito per raggiungere i 780 euro. Ad esempio, chi ha un lavoro full-time ed è sottopagato ha diritto all’integrazione con l’introduzione del salario minimo contrattuale, che prevede il pagamento minimo di 9 euro l’ora; per chi lavora part-time, per i pensionati sotto la soglia minima è prevista l’integrazione a 780 euro. La quota del reddito di cittadinanza cambia a seconda del numero di componenti del nucleo familiare. Ad esempio in una famiglia con i genitori disoccupati e figli a carico il sussidio sale fino a 1.630 euro, per una famiglia con due genitori e un solo figlio la quota è di 1.014 euro.

 Chi ha una casa di proprietà non ha diritto all’intera quota, ma a questa viene detratta una quota definita “affitto imputato”, che ammonta a 380 euro.

Quali sono i requisiti per ottenerlo?

  • Essere maggiorenne (avere cioè più di 18 anni);
  • essere disoccupati o inoccupati;
  • avere un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà in Italia, stabilita dall’ISTAT, ovvero percepire una pensione inferiore alla soglia di povertà;
  • essere residenti in Italia da almeno 10 anni.

 Le regole per mantenerlo:

una volta ottenuto il reddito di cittadinanza, sarà necessario rispettare alcune regole per mantenere il diritto a percepirlo, proprio per evitare che le persone decidano  di non lavorare o lavorare in nero al fine di percepire questa elargizione economica.

I disoccupati, per poter conservare il reddito di cittadinanza, dovranno:

  • iscriversi a un centro per l’impiego;
  • offrire circa 8 ore settimanali alla comunità per progetti e lavori socialmente utili;
  • frequentare corsi di qualificazione o riqualificazione professionale;
  • comunicare tempestivamente ogni variazione di reddito;
  • accettare obbligatoriamente una delle prime tre offerte di lavoro pervenute;
  • effettuare la ricerca di un lavoro per almeno due ore al giorno;
  • non recedere da un contratto senza giusta causa due volte in un anno.

Il Reddito di cittadinanza sarà erogato per massimo 3 anni a persona.

Come viene erogato?

L’assegno ricevuto non può essere speso in contanti. Verrà erogato in una sorta di social card su cui viene caricato l’importo, che sarà spendibile per via elettronica. La card si può usare attraverso un bancomat, il tesserino sanitario o un’apposita applicazione per smartphone. Non è possibile prelevare l’importo in contanti da uno sportello bancario. Questo vincolo è volto a tracciare gli acquisti. Solo alcuni beni potranno essere acquistati. Tra questi ci sono i beni di prima necessità, i capi di abbigliamento, gli affitti immobiliari.  Sono esclusi beni superflui come prodotti elettronici, ecc.

L’importo è spendibile solo in Italia e non all’estero, «per far crescere l’economia e limitare le spese fuori dall’Italia», come ha specificato il vicepremier Di Maio. Alla fine della giornata lo Stato paga i commercianti presso cui sono stati effettuati gli acquisti.

Il Reddito di cittadinanza è la misura che il nuovo Governo ha scelto per contrastare la povertà, la disuguaglianza, l’esclusione sociale e insieme alla flat tax e alla riforma della legge Fornero, rappresenta un tassello fondamentale nel rilancio economico del nostro Paese.


Fonti articolo: guidafisco.it, tpi.it, internapoli.it

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