Rivoluzione cinese: la nascita della Repubblica Popolare

Da Inchiostro Virtuale

Di Mauro Bruno – Per capire meglio l’impatto della Rivoluzione cinese occorre fare un passo indietro al primo decennio del secolo scorso. Fino a quel periodo, infatti, esisteva ancora l’impero cinese, che, con numerosi imperatori di varie dinastie succedute nei secoli, esercitava il proprio potere da circa 2.000 anni.

La Rivoluzione cinese ebbe inizio il 10 ottobre 1911 con la Rivolta di Wuchang. Questo episodio diede inizio a sua volta alla Rivoluzione Xinhai, la quale portò, il 1° gennaio 1912, alla nascita della Repubblica di Cina e, il 12 febbraio dello stesso anno, alla caduta dell’ultimo imperatore.

La Repubblica di Cina, però, non deve essere confusa con la RPC. La prima, infatti, sebbene rappresentasse il governo cinese dell’epoca, fa oggi riferimento all’isola di Formosa, meglio conosciuta come Taiwan. Ma andiamo con ordine, e vediamo in che modo si è arrivati a questa situazione!

Sun-Yat-sen
Sun Yat-sen

Nascita del Kuomintang e dittatura di Yuan Shikai. La presidenza del nuovo governo provvisorio venne assegnata, tramite elezioni, a Sun Yat-sen (孙逸仙), uno dei principali artefici della Rivoluzione Xinhai. Fu lui, infatti, già decenni prima, a teorizzare la caduta dell’impero in favore di una repubblica democratica. L’11 marzo 1912 promulgò inoltre la Costituzione provvisoria della Repubblica di Cina.

Il successivo 25 agosto, invece, nacque ufficialmente il partito nazionalista Kuomintang (abbreviato in KMT, 中国国民党, noto anche come Guomindang), il quale rappresentò l’espressione politica delle forze rivoluzionarie.

Tuttavia la situazione era ancora caotica poiché, come detto, l’impero cinese cadde solo un mese e mezzo dopo la nascita della Repubblica. Per tentare di arginare le forze rivoluzionarie, il principe reggente affidò l’incarico di primo ministro a Yuan Shikai (袁世凯), il quale poteva contare sul fortissimo esercito Beiyang.

Yuan-Shikai
Yuan Shikai

Forte della sua potenza militare, Yuan Shikai tradì il principe reggente e, dopo aver raggiunto un accordo con i ribelli, costrinse l’imperatore ad abdicare. L’oggetto dell’intesa era l’incarico di Presidente della Repubblica, il che venne ufficializzato il 10 marzo 1912.

Yuan Shikai era però assetato di potere e instaurò ben presto una dittatura. Iniziò pertanto ad eliminare i propri avversari politici, tra cui Song Jiaoren, sciolse il parlamento a maggioranza Kungmintang, represse costantemente quest’ultimo e costrinse Sun Yat-sen all’esilio.

Superato anche l’ostacolo delle ventuno richieste formulate dal Giappone nel 1915, l’anno seguente Yuan cercò di reinstaurare la monarchia per farsi nominare imperatore. Tuttavia morì pochi mesi dopo, impedendogli di assumere l’incarico desiderato. Continua a leggere su Inchiostro Virtuale

 

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