London Breed: la sindaca afroamericana di San Francisco

Di Sabrina Landolina – Un’elezione rivoluzionaria quella di London Nicole Breed, che dal 12 luglio riveste la carica di sindaco a San Francisco. Breed ha vinto una battaglia elettorale contro l’ex senatore della California Mark Leno, che aspirava a diventare il primo sindaco gay dichiarato di San Francisco.

La città statunitense democratica famosa per le politiche progressiste, e in contrasto con la linea anti-immigrazione di Donald Trump e faro nelle politiche ambientaliste, già nel decennio tra il 1978 e il 1988 aveva annoverato nella poltrona di sindaco la democratica Dianne Feinstein.

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L’ex sindaco di San Francisco, Ed Lee

Le elezioni comunali sono state anticipate a causa della prematura scomparsa di Ed Lee, il sindaco in carica, detentore anche lui di un record: era, infatti, il primo sindaco di etnia cinese degli Usa. Ragione per cui, come previsto dalla legge, Breed coprirà solo i mesi fino alla fine del mandato di Lee, e dovrà affrontare nuovamente le urne a novembre del 2019.

Attualmente, negli Stati Uniti, sono 19 le città guidate da donne di colore, tra le quali Atlanta e Washington.

London ha 43 anni e ha trascorso la sua infanzia nei sobborghi di San Francisco. Sebbene la sua vita sia stata travagliata, ha conseguito la laurea in Scienze politiche e studi africani. London si è da sempre dedicata al quartiere d’origine, scegliendo di lavorare come direttore esecutivo del Complesso di arte e cultura afroamericana di Western Addition per oltre dieci anni. Con la sua determinazione, ha riqualificato il centro, rendendolo un punto di riferimento per giovani e anziani della zona, tramite attività artistiche e ricreative rivolte a tutte le età.

Una donna dedita alle classi più deboli e alle minoranze, che non ha dimenticato il passato difficoltoso dopo aver raggiunto il successo in politica, ma ha deciso di sfruttarlo come  mezzo per garantire un futuro migliore ai suoi concittadini.

Infatti, i punti cruciali del programma elettorale vertono sulla creazione di abitazioni economicamente accessibili , sull’ampliamento dei centri di accoglienza per i senzatetto (homeless), sulle politiche a favore dell’ambiente, sull’aumento della sicurezza pubblica e il miglioramento delle infrastrutture e il sostegno alle piccole imprese locali.

Inoltre, London Breed propone di emanare delle norme sulla vendita della cannabis, volte ad assicurare un accesso sicuro, specialmente ai soggetti che sono stati maggiormente colpiti dalle «fallite politiche della war on drugs».

Ringraziando i suoi elettori, la neosindaca afferma di voler combattere per superare alcuni problemi preoccupanti che affliggono la sua città, come il diritto a una casa, alla salute mentale e alla possibilità di uscire dalla dipendenza dalla droga.


 

 

 

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