L’arte e la strada: Fausto Bonfanti e i suoi colori per Palermo

Di Valentina Spinelli – Cesare Pavese concludeva una sua famosa poesia, datata 1933, scrivendo «ogni nuovo mattino, uscirò per le strade cercando i colori»: agonia dedicata ad una giovane donna di soli vent’anni, mi piace pensare in realtà essere un invito rivolto a tutti, senza distinzione alcuna.

Dunque mi chiedo, qualcuno ha mai cercato questi colori? Li ha trovati? Forse sì, e mi sono imbattuta in lui e nella sua arte un pomeriggio di maggio.

Foto 1Passeggiando lungo il corso di una tra le strade più trafficate del centro di Palermo, via Maqueda, mi capitava spesso di notare dal nulla di un asfalto calpestato da migliaia di turisti e di passanti, delle vere e proprie opere d’arte, riproduzioni di grandi artisti, caricature e ritratti di personaggi famosi, da Totò e Sofia Loren, da Freddie Mercury alla Primavera di Botticelli.

Mi ero ripromessa di capire chi fosse l’autore, così da potermi complimentare con lui, e così un giorno avvenne. Mi fermai nel preciso istante in cui chino sull’asfalto, le sue mani impugnavano con forza e decisione i gessetti con cui stava riproducendo l’ennesima meravigliosa opera. Le sfumature realizzate con le dita erano segno di un lavoro lungo e faticoso.

I colori utilizzati, la tecnica ed i contorni delle figure mi fecero impazzire. Rimasi ammaliata da tutta quella bellezza. Era tutto così colorato, nuovo per una città, Palermo, a volte ancora troppo chiusa in se stessa, come se per timidezza non volesse fare scoprire al mondo le sue bellezze ed i suoi talenti.

Foto 4Fausto Bonfanti, da alcuni conosciuto con lo pseudonimo di Dottor Flower, è un giovane artista palermitano appena trentenne con un meraviglioso talento, quello del disegno. Appassionato d’arte, fin da bambino, che in generale considera essere vitalità, energia pura propria di chiunque abbia qualcosa da comunicare al mondo, che sia rabbia, passione od euforia, si è posto un arduo quanto chimerico compito, ovvero quello di donare un po’ di colore alla città di Palermo, a volte troppo cupa e grigia, nonostante i colori vividi che la circondano.

Artista girovago, ha vissuto in Andalusia ed in Irlanda ove ha trascorso molto tempo ad ammirare e ritrarre i volti delle persone, convinto che ogni sguardo fosse in realtà espressione della psiche e dello stato d’animo di ognuno. Ciò che a suo dire è davvero importante è capire e percepire l’essenza, anche se momentanea, di chi si vuole ritrarre e lui ci riesce carpendo, da chiunque si sieda al di là dei suoi fogli, i lineamenti a volte non sempre nitidi della sua psiche. La tecnica prescelta in questo caso, oltre alla corposità ed alla morbidezza del gesso, è la penna a sfera. Le linee nette e indelebili ma sfumabili se mescolate ad altre tecniche (quali potrebbero essere gli acquarelli), sono l’esito di un lavoro non avvertito come tale, ma come manifestazione di una realtà singola e differente dalle altre. 

A mio avviso Fausto Bonfanti è un artista a tutto tondo, pittore e ritrattista, che ha scelto con consapevolezza e convinzione di non vivere di arte, ma al contrario di ricorrervi nelle sue diverse sfaccettature – dalla scultura al ritratto – soltanto perché attraverso lei è capace di esternare il suo disappunto, senza necessariamente ricondurla alla mercificazione delle sue opere. Ritiene, infatti, che la commercializzazione dell’arte sia il suo declino e, quindi, preferisce per puro spirito di liberalità donare a chiunque abbia la voglia e la sensibilità di fermarsi un istante, ciò che dalla sua verve artistica nasce ogni giorno. Il suo, a mio avviso, è puro altruismo e coraggio.

Amante dei colori caldi quali rosso, espressione di forza e vitalità, giallo, simbolo a suo parere della primavera, e degli arancioni nelle sue diverse sfumature, non rinuncia neanche alla pacatezza dei toni del blu ed al nero soltanto per realizzare la struttura dei suoi disegni.

foto 3Dipingere gli permette di estraniarsi dal mondo circostante, e di comunicare tutto ciò che non gli piace, che non lo soddisfa o lo ha deluso. È quindi una provocazione in costante divenire che non si placherà fin tanto che sarà il motivo ed il modo con cui riuscirà a connettersi agli altri. Caparbio nei suoi intenti, Fausto ha deciso di continuare a diffondere la sua arte con le modalità da lui scelte, ovvero con il gesso, la penna a sfera, gli acquarelli ed i colori acrilici senza dargli un’evoluzione, spesso scontata, di chi ritiene essere fondamentale aprire uno studio proprio e crescere in tal senso. Lui, un po’ bohémien, preferisce abbracciare uno stile artistico, se lo si vuol definire con rispetto ed ammirazione, povero ma ugualmente singolare e splendido. Ha tuttavia un sogno, un altro altrettanto interessante, ovvero quello di dedicarsi al cinema e di studiare regia. Io me lo auguro, ma spero continui, seppur in maniera differente, a diffondere colore alla nostra città, cosicché si possa ammirare le linee nate dalle sue mani e cercare, senza mai smettere, i colori per le strade di cui scriveva Cesare Pavese in una tra le mie poesie preferite.


Ritratto e in copertina, foto di Beatrice Raffagnino

 

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