Miart 2018, la fiera delle meraviglie

Di Virginia Monteleone – Si chiude anche quest’anno la fiera d’arte Miart, con un gran numero di visitatori, soprattutto moltissimi collezionisti e addetti ai lavori, e molte novità. Noi ci siamo andati, e abbiamo respirato l’odore dei grandi nomi, delle grandi opere e delle piacevolissime novità.

Ben 184 le gallerie internazionali di questa edizione e con l’ingresso di nuove gallerie estere sale a quota 71 la presenza di quelle straniere tra cui Andersen’s Contemporary, Thomas Dane Gallery, Dvir Gallery, Kalfayan Galleries, Peter Kilchmann, Edouard Malingue, ProjecteSD, Almine Rech, Rodeo, Studio Trisorio e Amanda Wilkinson. La new entry Gagosian che da anni è presente in Italia, solo quest’anno ha deciso di partecipare ad una fiera italiana. Per lui un grandissimo stand che sottolinea la potenza e l’importanza del brand di Larry Gagosian.

Tra le gallerie italiane, anche quest’anno, spiccano gli stand degli operatori più prestigiosi nell’arte contemporanea, come Galleria Continua, Raffaella Cortese, Lia Rumma, Massimo De Carlo, Monica De Cardenas.

«La maggior presenza straniera è stata determinata da una parte dalla progettualità che in questi ultimi anni Miart ha espresso con sempre maggior rigore – dichiara Alessandro Rabottini il curatore della fiera, – dall’altra dalla capacità attrattiva che Milano ha saputo sviluppare grazie allo straordinario lavoro di istituzioni pubbliche, fondazioni private, gallerie private e spazi no-profit».

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Thomas Brambilla Gallery

In Italia il Miart è tra le più importanti fiere d’arte spalleggiata dalla torinese Artissima, ma la milanese si distingue per la sua attenzione negli allestimenti dei vari stand. Anche se quest’anno la fiera ha avuto un taglio più economico che spettacolare (meno grandi installazioni, più opere pittoriche o lavori di facile divulgazione), mantiene alto il suo status con tantissimi nomi prestigiosi diventando un momento molto importante per i collezionisti.

L’evento generale raccoglie tantissimo favore dagli addetti ai lavori che hanno lasciato tanti feedback positivi apprezzando soprattutto la presenza di numerose gallerie e quindi la vastità della scelta artistica.

Prezzi esorbitanti e non, grandi maestri e nuove proposte accattivanti. Nonostante tutto, dal lato delle gallerie – soprattutto italiane – non c’è grandissimo riscontro. Che sia stata la presenza dei grandi brand internazionali ad aver oscurato quelle nostrane? Bisogna dire che le gallerie presenti al Miart, sono di un certo livello proprio in ambito di proposte; ogni anno si ha a che fare con improvvise inversioni di rotta in ambito stilistico ed economico.

 

 

Bellissima è stata anche la sezione dedicata al design della fiera miart, piccola ma con allestimenti bellissimi da shooting design e alcune edizioni limitate che hanno costituito una fantastica anticipazione della design week di Milano di qualche giorno dopo.

Altra nota positiva, gli eventi satellite in giro per Milano, che hanno tenuto alto il livello anche al di fuori della fiera, con eventi culturali come le mostre all’Hangar Bicocca e Fondazione Prada e anche altre mostre di alto livello come la Fioroni al Museo del Novecento, la mostra ai Frigoriferi Milanesi e la Margolles al Pac a cura di Diego Sileo, che siamo andati a visitare. Mostra molto cruda, forte e d’impatto, quest’ultima, con la presenza in quella giornata dell’artista con una sua performance.

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Teresa Margolles

«Margolles è un’artista messicana che vive e lavora tra Città del Messico e Madrid. Con una particolare attitudine al crudo realismo, le sue opere testimoniano le complessità della società contemporanea, sgretolata da un’allarmante violenza che sta lacerando il mondo e soprattutto il Messico – e precisa che – si esplorano gli scomodi temi della morte, dell’ingiustizia sociale, dell’odio di genere, della marginalità e della corruzione generando una tensione costante tra orrore e bellezza». Vincitrice del Prince Claus Award 2012, Teresa Margolles ha rappresentato il Messico nella 53esima Biennale di Venezia nel 2009 e le sue opere sono state esposte in numerosi musei, istituzioni e fondazioni internazionali.

Con questa nuova edizione la fiera consolida i risultati progressivamente raggiunti negli anni recenti ed entra in una fase di maturità rafforzando ancor di più il suo dialogo tra arte moderna, arte contemporanea e design da collezione.

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