Kate Parker e la poesia non convenzionale del “maschiaccio” dentro di noi

Di Silvia Scalisi – Kate T. Parker è una donna, moglie e madre di due bambine; creativa, brillante, amante degli sport; una donna che è riuscita a trasformare una passione in un mestiere, diventando una fotografa professionista. La voglia di creare qualcosa di innovativo, che lanciasse un messaggio forte al mondo, la spinge qualche anno fa, ad intraprendere un progetto, dapprima solo un’idea, che piano piano diventa qualcosa di più concreto.

Il punto di partenza di Kate è, ovviamente, l’osservazione di quello che accade quotidianamente attorno a lei: ogni giorno vede le sue figlie e le loro amiche giocare, rincorrersi, e si accorge di quanto siano belle nella loro spontaneità, coi capelli arruffati e spettinati, e i vestiti sporchi e polverosi. In verità, qualcuno potrebbe additarle come dei “maschiacci”.

Ma Kate, no. Al contrario, lei riflette su quanto queste scene di quotidianità siano diverse dalla figura, spesso anche un po’ stereotipata nell’immaginario comune, della “bambina modello”, vista come una principessina: la bambolina ordinata, col vestitino pulito, composta, che non urla, non si lamenta mai.

Kate riflette su come sin dall’infanzia la società imponga un modello di figura femminile spesso contrastante con le aspettative e le reali attitudini che le bambine mostrano già dai primi anni di vita.

E allora perché non uscire fuori da questi schemi? Perché non celebrare la donna  nelle sue sfaccettature reali, cogliendola magari in quei momenti non prettamente “femminili”, ma sottolineando proprio quegli aspetti che la rendono non convenzionale? Perché non mostrare l’altra faccia della medaglia ed elogiare questi “maschiacci”? Nasce così Strong is the new pretty, una raccolta di fotografie di bambine e ragazze che affermano la propria personalità con fermezza e tenacia.

INFRA ARTICOLO

Sicurezza, creatività, indipendenza, gentilezza, sono soltanto alcune delle parole chiave che scandiscono i capitoli del libro; immagini di ragazze che si impongono al mondo, nonostante le apparenze; bambine che giocano a calcio, a rugby, che vanno sullo skate, che corrono maratone, che fanno wrestling, o climbing.

Bambine coi loro sorrisi sdentati che si buttano per terra tra le foglie, o in mezzo al fango, che abbracciano serpenti, o si tuffano in costume in una montagnetta di neve in pieno inverno, semplicemente per il gusto di farlo, in un’esplosione di energia e ottimismo nella completa affermazione di sé.

Le “bambine di Kate” sono coraggiose, atletiche, gioiose, testarde, impavide: sono vive, e reali. Strong is the new pretty è una intensa raccolta di immagini, che ci immerge in un viaggio che ha lo scopo di elogiare l’individualità, un inno all’affermazione di se stesse, ad uscire fuori dai paletti imposti dalla società, da quelle ingiustificate pressioni sessiste che cercano di sopire le aspirazioni personali; ma è al tempo stesso esaltazione dello spirito di squadra, dell’amicizia, di quella genuina solidarietà femminile, così rara e, per questo, così magica.

Io posso fare ciò che voglio, posso essere ciò che voglio”, è la frase, più volte ripetuta nelle didascalie che accompagnano le foto, che meglio rappresenta il messaggio che viene fuori da quest’opera: essere forti, essere ciò che si è, e gridarlo al mondo, è più importante che apparire come la società impone, adeguandosi a modelli stereotipati, privi di alcuna giustificazione.


 

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