La Magna Carta, la luce dei diritti fondamentali nel buio del Medioevo

Di Davide Renda – Nel 1215 veniva emanato in Inghilterra un documento che segnerà la storia del diritto medievale e porrà le basi del costituzionalismo liberale grazie al suo potere evocativo; parliamo della cosiddetta Magna Carta, nome completo Magna Charta Libertatum, ovvero una carta che pur rappresentando una concessione unilaterale di Re Giovanni verso i baroni ribelli che minavano la stabilità del suo regno contemplava il dovere del Re a garantire dei diritti fondamentali alla sua popolazione. 

Come si è arrivati all’emanazione della Magna Carta? Nel 1214 l’allora monarca del Regno d’Inghilterra re Giovanni, terzo re degli angioini, fallì la spedizione di guerra contro la Francia volta a riconquistare dei territori che aveva perso a causa della mancata eredità proveniente da suo padre Enrico II d’Inghilterra (da qui il soprannome di Giovanni Senzaterra). La sconfitta fece degenerare ancor di più la sua reputazione di fronte ai baroni e feudatari inglesi, già sul piede di guerra, giacché le campagne francesi erano state finanziate attraverso un’esosa tassazione; il re era inoltre accusato di governare soltanto attraverso continue decisioni arbitrarie e non secondo il costume e la legge.

Le vicissitudini portarono il re a condurre un tentativo di riappacificare il suo rapporto con i baroni, che si concretizzò nella concessione della prima Magna Carta (chiamata in latino medievale “Grande Carta delle libertà”) del 1215 nell’incontro di Runnymede, località che oggi si trova nella contea del Surrey. Dopo pochi mesi, la prima edizione della carta venne ripudiata sia dal re che da alcuni baroni lealisti, e ciò innescò la cosiddetta prima guerra dei baroni.

Negli anni successivi la Magna Carta subì numerose modifiche e fu ritirata ed emanata più volte, come nel 1216, nel 1225 (sotto il regno del giovanissimo Enrico III) e nel 1297, quando durante il regno di Eduardo I la Magna Carta entrò a far parte degli atti ufficiali del regno.

Ma cosa conteneva di così importante la Magna Carta? Il dovere della contestualizzazione storica ci impone di considerare sia gli aspetti rivoluzionari della carta, sia la possibilità di affrontare un’analisi oggettiva e non eccessivamente mitizzata.

È importante sottolineare un dato di lettura essenziale; la Magna Carta rappresenta uno dei primi documenti della storia del mondo Occidentale che limita i diritti di un sovrano, che deve sottostare alla legge del regno e che deve garantire tutte le libertà fondamentali e i diritti dei suoi sudditi. Proprio questa qualità rende la Magna Carta, sotto gli occhi degli studiosi, un pilastro di quella che sarà la creazione delle istituzioni dello stato moderno e della democrazia.

Alcuni degli articoli della carta riguardavano: l’impegno della corona a non imporre servizi troppo onerosi ai feudatari e a non requisire le loro terre e le rendite per debiti; le libertà della città di Londra e di “tutte le altre città, borghi e villaggi”; la proporzionalità tra pene e crimini; l’impegno a non emettere mandati d’arresto o condanne all’esilio prima di un regolare e tempestivo processo; il diritto per i mercanti di qualsiasi nazionalità di entrare, uscire, soggiornare e circolare in Inghilterra per vendere e comprare merci “secondo le antiche e buone consuetudini”. Prevedeva anche un organo di controllo composto da 25 baroni che avevano l’autorizzazione a dichiarare guerra al re se quest’ultimo non avesse rispettato i principi dettati nella carta.

È opportuno sottolineare che quando parliamo di “sudditi” o “gente libera”, molte fette della popolazione, soprattutto quelle dei ceti inferiori e i servi della gleba, venivano escluse, motivo per cui la Magna Carta va letta soprattutto in ottica di rapporti tra la monarchia e i feudatari.

Il lascito e l’eredità della Magna Carta attraversò tutti i secoli successivi, in quanto veniva evocata ogni qualvolta, nelle discussioni parlamentari del regno d’Inghilterra, si affrontavano questioni più o meno direttamente collegabili ai principi sanciti nella Magna Carta. Winston Churchill definì la carta come «un sistema di freni e contrappesi che accordasse alla monarchia la forza necessaria, ma ne impedisse la distorsione ad opera di un tiranno o di un pazzo». Nell’Enciclopedia Britannica troviamo una definizione ancora più interessante: «[la Magna Carta] diventò un simbolo e un grido di battaglia contro l’oppressione, e ciascuna generazione successiva vi avrebbe visto una tutela delle proprie libertà minacciate».

È oggi possibile osservare una delle copie originali della Magna Carta. Quattro sono gli esemplari arrivati sino ai giorni nostri, tutti conservati nella British Library e nelle cattedrali di Lincoln e Salisbury, entrambe in Inghilterra.


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