Addio Dolores, colonna sonora di una generazione

Di Virginia Monteleone – Adesso sono tutti fans. Va bene, è giusto che sia così. Siamo stati tutti fan dei Cranberries; tutti abbiamo cantato a squarciagola le sue canzoni più famose e abbiamo imparato a suonare Zombie con la chitarra alle prime volte che abbiamo preso in mano la chitarra.

Io non scriverò di quanto sia stata importante la sua carriera con la band. Dolores O’Riordan è stata l’amica di tutti, con i suoi testi sulle difficoltà delle relazioni, amori andati, problemi con la famiglia. Dolores era l’artista che ci dava la canzone giusta nel momento giusto, che raccontava alla perfezione i nostri momenti.

Sull’autobus verso il centro città, tenendo dentro lo zaino il lettore cd, e con lei alle orecchie, quei viaggi sembravano poter durare per sempre. Il primo amore mi aveva regalato il mio primo cd dei Cranberries. E anche quando è finita quella storia lei suonava per me, in quello stesso lettore. Poi, un po’ come per tutti, qualche volta, lei ritornava mentre tra amici suonavamo e cantavamo dentro le notti sulla spiaggia.

Quando ho posato il lettore cd e ho caricato i file nel mio primo lettore mp3, lei c’era. Ormai avevo capito come funzionava il gioco della vita, ma si sbaglia lo stesso perché troppa sicurezza ti fa cadere.

Per un po’ è sparita, e anche la musica dalle mie orecchie, e nemmeno ricordo perché, e ho voluto dimenticare questo breve abbandono. Quanto ho ritrovato la musica ovviamente tu c’eri, ed io ero già più grande e cominciavo a guardare indietro, perché un po’ mi mancava tutto quello che era prima. E riecco Promises, Ode to my family, Linger, Dreams, Analyze, Just my immagination, Zombie, Stars… Una valanga di ricordi. Tutti noi (o quasi) abbiamo almeno un bacio, un sospiro, un addio, un arrivederci legato almeno ad una canzone dei Cranberries.

Lei è sempre stata nella mia playlist, come fosse un conforto, come quella felpa che non butti perché “contiene” tanti sentimenti e ricordi. Anche adesso che sono una donna adulta, ma con le stesse paure che avevo ascoltando Dreams anni fa. Incertezze e sogni sono naturalmente diversi. Quelli mutano sempre.

Poi l’altro giorno leggo che lei, giovane Dolores, la storica cantante dei Cranberries è morta appena 46enne. Trovata senza vita nella sua camera d’albergo. La sua famiglia vuole silenzio. Io vorrei solo mettermi a gridare le sue canzoni e mettere a sedere a tutti coloro che dicono “Adesso tutti fans” «Si! Siamo tutti fans, perché è inevitabile per la mia generazione esserlo». Anche chi non lo ammette, sente che qualcosa è morto dentro di sé.

Quel ricordo sull’autobus sbiadisce, il volto del mio primo amore, e non ricordo perché quel pomeriggio piangevo, né per chi. Ma ricordo benissimo che canzone stavo ascoltando. E adesso con lei nelle orecchie non sento di dover dirle addio. Lei resta immortale. Non potremo mai dimenticare lei, la sua voce e le sue canzoni. Rimarrà sempre nella mia playlist. Riposa in pace.

Dolores Mary Eileen O’Riordan, 6 settembre 1971 – 15 gennaio 2018

«Oh my life is changing everyday
In every possible way
And oh my dreams
It’s never quite as it seems
Never quite as it seems
»


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