Eco Internazionale 2017/2018: informazione su scala globale per sapere dove va il mondo

Tracciare dei bilanci di fine anno può risultare esercizio complicato ma al tempo stesso stimolante. In questo ultimo editoriale del 2017 proviamo a fare l’ennesimo bilancio del nostro progetto, inquadrandolo nel contesto odierno dell’informazione e degli scenari globali.

Partendo dal mondo dell’informazione, è da segnalare un rapporto del Reuters Institute dello scorso giugno, che ha messo in evidenza la diffusione del fenomeno di “news avoidance”, cercare attivamente di evitare le notizie. Tra le cause ci sarebbero l’effetto negativo che le notizie hanno sull’umore (48%) e la sfiducia nei mezzi d’informazione (37%). Numerose ricerche statunitensi hanno tuttavia dimostrato che i giornali, anche quelli piccoli e locali, possiedono ancora la capacità di orientare l’opinione pubblica, facendo discutere dei temi di cui si occupano e soprattutto facendo cambiare idea alle persone, fornendo dati ed informazioni approfondite. Per evitare l’affaticamento da troppe notizie è necessario che i giornalisti e quanti si occupano a vario titolo di fare informazione sappiano stabilire le priorità e selezionino accuratamente le notizie, richiamandosi al sacro motto del giornalismo americano “all the news that’s fit to print”. Nell’epoca delle fake news i problemi concernenti l’informazione hanno ricadute dirette e/o indirette sull’intero sistema democratico. Appare quindi attualissimo, nonostante siano trascorsi quasi cento anni dall’uscita di “Public Opinion”, il messaggio del giornalista e politologo statunitense Walter Lippmann: “la libertà di stampa non è un privilegio, ma una necessità organica all’interno di una grande società. Senza critiche e articoli affidabili e intelligenti, il governo non può governare. Poiché non c’è altro modo adeguato per mantenersi informati su ciò che la gente del paese sta pensando, sta facendo, sta volendo”.

Spostandoci dall’informazione agli scenari globali, il 2017 è stato scandito da numerosi avvenimenti importanti, alcuni dei quali potrebbero essere sintomi di cambiamenti epocali. Dall’insediamento di Donald Trump alla Casa Bianca alle diverse elezioni nei Paesi UE (Olanda, Francia, Gran Bretagna, Germania, Austria), dalla minaccia missilistica del regime nordcoreano di Kim Jong-Un alla liberazione di Mosul, città simbolo dello Stato islamico; passando per il 60 anniversario dei Trattati di Roma, il G7 di Taormina, la crisi dei Rohingya ed il braccio di ferro tra Madrid e Barcellona sull’indipendenza della Catalogna. Cosa ci riserverà il 2018? Al di là degli appuntamenti elettorali previsti (Italia 4 marzo, Russia 18 marzo, Messico 1 luglio, USA/mid term 6 novembre), l’attualità internazionale sarà posta al cospetto di svariati interrogativi. Come si muoverà Trump durante il secondo anno della sua presidenza? Quali saranno le risposte dell’Unione europea nel contesto della ripresa economica, del post-Brexit e degli indipendentismi? In che maniera proseguiranno le rivalità eterne (Iran/Arabia saudita, Israele/Palestina) che infiammano il Medio Oriente? Quali le strategie di contrasto al terrorismo e di fronte ai flussi migratori? Cercheremo di fare chiarezza attorno a questi interrogativi anche grazie alle nostre rubriche tematiche e ai nostri dossier di approfondimento. Informazione e scenari globali, giornalismo e politica internazionale: è questo il connubio sul quale abbiamo costruito il progetto di “Eco Internazionale”, l’idea contagiosa che ha determinato questi risultati:

18 soci fondatori, 13 soci ordinari, 23 collaboratori esterni, 2412 like sulla pagina Facebook, 808 follower su Twitter, 40.649 visualizzazioni sul sito.

750 articoli pubblicati, 7 rubriche tematiche (Eco Culturale, Eco Women, L’€co… nomia, La Polveriera, Storie di Sport, Stay Human, Racconti Itineranti), 9 dossier di approfondimento (SpecialBrexit; L’eredità politica di Obama; Turchia, una terra tra minacce ed amicizie; Usa 2016, il duello finale; Referendum; Europa 2017; I limiti economici dell’Unione europea; Sicilia 2017; Un anno di Trump).

Orgogliosi di questi numeri e consapevoli di poter far crescere ancora tanto quel progetto nato a marzo 2016, stiamo ideando un prodotto più ricco, più completo, più forte! La nostra mission resterà sempre la stessa: fare informazione su scala globale per sapere dove va il mondo. Aggiorneremo alcuni aspetti della nostra offerta redazionale senza però modificarne la struttura portante né il taglio degli articoli. La nostra linea editoriale non cambierà di una virgola e continueremo a proporre quel giornalismo libero e indipendente che rappresenta la stella polare del nostro gruppo sin dal primo giorno.

Francesco Polizzotto, direttore di Eco Internazionale


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