Inchiostro Virtuale | La Sirenetta: quando le fiabe non sono per bambini

Le fiabe, oggi come in passato, sono destinate a impartire insegnamenti ai più piccoli, a dar loro un bagaglio per affrontare le sfide. Una sorta di manuale d’istruzioni, una palestra in cui affrontare e risolvere le naturali tensioni che si presentano nel corso della vita da adulti.

Le fiabe parlano di com’è fatto l’uomo, come funziona e quali sono le leggi che governano la nostra vita individuale e sociale (Paoletti, Il mito e la fiaba). I percorsi e le disavventure vissute dai protagonisti permetteranno al bimbo di capire che la vita ti pone davanti a degli ostacoli, a delle difficoltà ma che tu, come il tuo eroe, potrai affrontarli e superarli se adotterai il comportamento corretto.

Le fiabe, anche le più moderne, hanno radici antiche e di certo quelle che raccontiamo oggi ai nostri pargoli, pur mantenendo lo scopo didattico e educativo originario, divergono fortemente dalla loro forma primaria. Le versioni presenti nell’immaginario collettivo sono, principalmente, quelle veicolate dalla trasposizione cinematografica disneyana che, omettendo e rielaborando, hanno in alcuni casi talmente alterato l’originale, da conservarne il solo nucleo narrativo.
Le azioni più violente, i risvolti più raccapriccianti, inquietanti e spaventosi che infarcivano le versioni ottocentesche sono stati epurati. Oggi non ce la sentiamo di esporre i bambini, e la pedagogia concorda, a contenuti che, spesso, non sarebbero nemmeno adeguati alla loro età.

Insomma abbiamo reso le fiabe politicamente corrette.

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Cristina Stecchini


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