Incontro con i “mercanti in fiera”: passeggiata ad Artissima Fair

Domenica 5 novembre si è conclusa Artissima 2017 giunta ormai alla 24° edizione. La fiera di arte contemporanea di Torino è una delle più importanti del circuito italiano e internazionale, quest’anno sotto la guida di Ilaria Bonacossa, curatrice e critica d’arte.

Di cosa si tratta? Le fiere di questo stampo nascono per la promozione, la diffusione, ma soprattutto, la vendita di opere di artisti promossi dalle proprie gallerie di “appartenenza”. In Italia oltre ad Artissima abbiamo altre importanti fiere: a Milano il MiArt e a Bologna Arte Fiera. A livello internazionale le fiere alle quali ogni gallerista auspica di partecipare sono Frieze a Londra e Art Basel a Basilea che prevede anche una versione invernale a dicembre a Miami chiamata “Art Basel Miami Beach”.

Le fiere sono una grande opportunità per le gallerie, soprattutto per quelle emergenti, di contare su un grande pubblico e promuovere i propri artisti da vendere. La fiera è a tutti gli effetti una sorta di “grande mercato”, in cui sono impegnate tantissime figure per rendere l’evento memorabile e funzionale. L’aspetto curatoriale degli stand è importante ma non è il fattore principale: gli sponsor regnano sovrani e permettono la sopravvivenza delle edizioni.

Preparazioni per Artissima. È il giorno della preview. Sono tanti i presenti tra giornalisti, collezionisti, curatori, addetti ai lavori e stimatori. Una delle domande fondamentali che ci si fa in queste occasioni è: come bisogna vestirsi?. Dopo una giornata a girovagare per l’outfit giusto, arrivati alla preview noto con gioia la varietà di abbigliamento dei partecipanti che va dall’abito elegante stile Buckingham Palace, al sacco di juta francescano. Per inciso, l’ambiente artistico estroverso e scintillante – che conosco a sufficienza – avrebbe dovuto confortarmi e non stressarmi giorni prima.

Sulla fiera. L’allestimento di Artissima è diviso in settori: Main Section, dedicata alle gallerie più consolidate della scena internazionale dell’arte contemporanea; Dialogue, dedicata esclusivamente a gallerie emergenti o gallerie con un approccio sperimentale che intendono presentare uno stand monografico o lavori di due o tre artisti in dialogo; New Entries, dedicata alle gallerie attive da meno di cinque anni e per la prima volta a Torino; Art Editions, dedicata alle gallerie specializzate in edizioni e multipli d’artista. Queste quattro sezioni sono selezionate dal comitato di selezione delle gallerie della fiera.

Altre tre sono sezioni curate da board di curatori e direttori internazionali: Present Future, sezione dedicata ai talenti emergenti; Back to the Future, sezione dedicata alla riscoperta di talenti dell’arte contemporanea attivi negli anni ’80; Disegni, sezione dedicata a questa forma espressiva sperimentale e immediata.

L’evento si svolge all’Oval, un padiglione di vetro costruito per i Giochi Olimpici Invernali del 2006 nel complesso di archeologia industriale del Lingotto di Torino. Luce e grandezza accompagnano la visita; c’è grande fermento, i galleristi sono impegnati a parlare con giornalisti e collezionisti, spiegano il lavoro dei loro artisti e mostrano i cataloghi. A incorniciare l’evento sono presenti in fiera anche gli stand delle grandi riviste di arte.

Mi trovo un po’ spaesata. Un evento del genere di certo ha bisogno di conoscenze di base o di un vademecum per comprendere la poetica e la sperimentazione di ogni artista. Ma sono avvolta da un’aura di prestigio e provo una grande emozione: camminavo nel cuore pulsante del mercato dell’arte. Qui le gallerie tirano le somme, fanno un resoconto dei loro investimenti. Siamo dentro l’attimo di riflessione dei galleristi.

Molto interessante è anche il “Deposito d’Arte Italiana Presente”,  il nuovo progetto espositivo e culturale di Artissima dedicato all’arte italiana. Il Deposito ospita illustri “prestiti” provenienti dalle istituzioni piemontesi e altre opere provenienti dalle collezioni private del territorio, insieme ad alcuni lavori delle gallerie presenti in fiera, riconoscendo loro il ruolo di spicco che hanno avuto e hanno nella produzione della storia dell’arte contemporanea nel nostro paese. Ispirata alle esperienze espositive della Torino anni ’60, il deposito è, nelle parole dello studioso Robert Lumley, «una raccolta estemporanea, non permanente. Uno spazio per il presente, per un tipo di arte connessa all’hic et nunc e spogliata di qualsiasi sacralità».

Ovviamente la fiera comprende delle premiazioni, e quest’anno i premi erano sette:

  • Il Campari Art Prize, alla sua prima edizione, segna l’inizio di una partnership triennale tra Artissima e Gruppo Campari. Sári Ember (São Paulo, 1985), presentata dalla Ani Molnár Gallery di Budapest è la vincitrice della prima edizione del premio. La Galleria Campari di Sesto San Giovanni (Mi) ospiterà una mostra personale dell’artista.
  • Refresh Premio Irinox, dedicato alla neonata sezione Disegni e a convincere più di ogni altro artista la giuria è David Haines, presentato dalla galleria Upstream di Amsterdam.
  • L’OGR Award è il nuovo premio della Fondazione per l’Arte Moderna e Contemporanea CRT finalizzato all’acquisizione di un’opera che si aggiunge alla propria Collezione e che verrà destinata alle nuove OGR – Officine Grandi Riparazioni di Torino, di cui il vincitore è Rokni Haerizadeh presentato dalla galleria Isabelle van den Eynde di Dubai, nella sezione Disegni con un nucleo di lavori dalla serie Fictionville.
  • La prima edizione del nuovo premio CARIOCA KIDS nato in collaborazione con l’Assessorato all’Istruzione della Città di Torino, promosso da CARIOCA® e curato da ZonArte, è stata vinta da Theo Drebbel presentata dalla galleria Viasaterna (Milano). Il premio è dedicato alla sezione New Entries della fiera, riservata alle gallerie emergenti sulla scena internazionale.
  • Il Premio illy Present Future, sostenuto da illycaffè dal 2001, è assegnato all’artista la cui ricerca è considerata la più innovativa e interessante all’interno della sezione Present Future. Dal 2012 il Premio, in collaborazione con il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, offre al vincitore l’eccezionale opportunità di una mostra negli spazi del Museo. L’edizione 2017 del premio è stata vinta da Cally Spooner, presentata dalle gallerie GB Agency (Parigi) e Zero… (Milano), con l’opera Soundtrack for a Troubled time, 2017.
  • Il Premio Sardi per l’Arte Back to the Future, nato dalla partnership con la Fondazione Sardi per l’Arte, premia la galleria con il progetto espositivo più meritevole in termini di rilevanza storica e di presentazione dello stand. La quarta edizione del premio è stata vinta dalla Galleria Loevenbruck di Parigi con un progetto su Jean Dupuy.
  • Il Premio Fondazione Ettore Fico è finalizzato alla valorizzazione e promozione di un giovane artista. Oltre al premio, la Fondazione porta avanti il suo importante programma di acquisizioni di opere ad Artissima per arricchire la collezione del MEF – Museo Ettore Fico di Torino. David Douard, presentato dalla Galerie Chantal Crousel di Parigi, è il vincitore dell’edizione 2017 del premio.

In conclusione. Per chi è interessato a sbirciare sulle novità dell’arte contemporanea e a vedere da vicino tutti quei processi economici che girano attorno alle opere, le fiere sono il primo passo per conoscere questo mondo dorato e complesso, il palcoscenico dove gli attori principali sono gli artisti, i galleristi e i collezionisti.

Come afferma il critico d’arte Jerry Saltz «Le fiere sono spettacoli catalizzatori di adrenalina per tutte quelle compravendite in cui confidenza, persuasione, pazienza, attenzione, per non parlare della forma, sono qualità del tutto accessorie».

Virginia Monteleone


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