Turchia: quando la religione diviene disgregazione

In occasione della conferenza OSCE-MED per il dialogo Euro-mediterraneo, tenutasi a Palermo nel mese di Ottobre, abbiamo voluto concentrare l’attenzione, con una lente europeista, su uno degli Stati più strategici e cruciali, una porta tra oriente ed occidente: la Turchia. Dopo i passi indietro fatti sui diritti fondamentali tre anni fa, l’ammissione della Turchia all’interno dell’Unione sembra essere sempre più utopica. L’Unione, infatti, ha incluso nei criteri di Copenaghen – utilizzati per verificare l’idoneità di uno Stato terzo a divenire membro dell’UE – anche la tutela della libertà religiosa, quale indice per esprimere una valutazione sul rispetto dei diritti umani all’interno di uno Stato. La svolta islamista di Erdogan, tuttavia, pone le basi per un inevitabile allontanamento. Continua a leggere “Turchia: quando la religione diviene disgregazione”

Una ripresa ancora troppo fragile

Tutte le istituzioni di controllo economico, nazionali o estere, sono concordi nel rilevare come il paese sembra stia mostrando una minima tendenza alla ripresa, alla ripartenza. I principali dati macroeconomici sono positivi: la disoccupazione scende, il PIL è in crescita, anche se lieve, i due parametri deficit/PIL e debito/PIL sono in miglioramento, persino l’inflazione sembra schiodarsi leggermente. A questi dati bisogna aggiungere l’aumento dei consumi e la ripartenza lievissima degli investimenti. Continua a leggere “Una ripresa ancora troppo fragile”