Il Venezuela

Quando si parla di Venezuela subito alcune immagini vengono richiamate alla mente. Insieme al profumo delle arepas immediatamente viene evocato un Paese lungamente governato da regimi autoritari, vengono ricordati i colpi di Stato ed il turbolento governo di Hugo Chàvez intento a dare una svolta populista al Paese, lottando contro gli imprenditori e gli USA.  Ex colonia spagnola, il Venezuela ha raggiunto l’indipendenza nel 1821 e fino ad ora ha conosciuto solo una piccola fase di democratizzazione nel 1958, velocemente interrotta dal susseguirsi di regimi militari. Alla morte di Chávez (5 marzo 2013) la carica di Capo dello Stato è stata assunta dal vicepresidente Nicolás Maduro, che ritenuto incapace di fronteggiare la profonda crisi economica del Paese, l’ha ridotto in condizioni di estrema povertà.

Il Venezuela ricopre una superficie di 916 445 kmq  ed è confinante ad Est con la Guyana ed al Sud con il Brasile;  tocca a ovest la Colombia e si affaccia a Nord al Mar delle Antille ed all’Oceano Atlantico. Conta una popolazione di  30 620 404 ab. (stima 2015) con una densità di 33,41 ab./kmq.

La situazione economica è davvero drammatica ed il calo del prezzo del petrolio l’ha ulteriormente aggravata. Dal 2014 il Paese è entrato in recessione ed è divenuto  fortemente dipendente dalle esportazioni degli idrocarburi; tuttavia il Paese è costretto a confrontarsi con un’inflazione elevatissima. Per tentare di rimettere a pari il bilancio il governo ha attuato ripetute svalutazioni del bolívar, ma la manovra economica non ha sortito buoni risultati ed infatti il deficit pubblico sta aumentando sempre di più.

Nel Paese a giocare un ruolo fondamentale è il settore primario, le principali colture alimentari sono riso, patate, manioca, sorgo ma risultano insufficienti a soddisfare il fabbisogno nazionale. Nei versanti andini è molto diffusa la coltivazione del caffè e del cacao, insieme alla canna da zucchero ed alle noci di cocco che costituiscono i principali prodotti di esportazione. Il settore principale però rimane quello basato soprattutto sulle risorse minerarie come ferro, oro, diamanti, asfalto, amianto, magnesite, carbone, bauxite e fosfati. La risorsa principale è il petrolio, la cui estrazione è gestita dalla società statale PDVSA, ma ancora più importante è la produzione di gas naturale.

Gli impianti idroelettrici garantiscono il 70% del fabbisogno elettrico, ma la loro produttività è condizionata dall’andamento delle precipitazioni. I comparti industriali più sviluppati sono quelli di base, in particolare il petrolchimico. Le principali raffinerie si trovano ad Amuay, Barcelona, Cardón, Bajo Grande, Barinas, El Palito, Puerto La Cruz , San Lorenzo. Il settore terziario è debolissimo, le esportazioni di idrocarburi sono le uniche che attivano la bilancia commerciale.

Interessante è la relazione tra il Venezuela e l’Italia: il Paese vanta infatti la presenza di 18 diversi gruppi industriali italiani, principalmente operanti nel settore delle costruzioni, idrocarburi, petrolchimico, energia e trasporti. Nel corso del 2013 l’export italiano in Venezuela è diminuito del 35% rispetto al 2012. Il dato è in contro-tendenza rispetto al risultato 2012, quando le esportazioni italiane sono cresciute di quasi il 60% rispetto al 2011.

Entro l’anno 2030 è previsto lo sviluppo di un piano ferroviario con la costruzione di circa 13.665 Km di via ferrea, da parte dell’Instituto de Ferrocarriles del Estado (IFE) e diverse imprese italiane partecipano alla costruzione del Sistema Ferroviario Nazionale. Per quanto riguarda il sistema portuario l’impresa statale Bolivariana de Puertos Bolipuertos dal 2009 gestisce direttamente le attività sui porti commerciali del Paese. Nel 2011 il governo ha stanziato per i prossimi anni 470 milioni di dollari in interventi strutturali del principale porto del Venezuela, il porto de la Guaira, e 570 milioni di dollari al porto di Puerto Cabello, importante porto della costa centrale del Venezuela nello stato Carabobo.

Il Venezuela è suddiviso a livello amministrativo in 23 Stati e due entità speciali, il Distretto Federale della capitale e le Dipendenze Federali, corrispondenti ad alcuni arcipelaghi ed isole nel Mar dei Caraibi; il tasso di urbanizzazione è molto elevato (89%), con gli abitanti che vivono quasi tutti nella fascia costiera, mentre le aree più interne hanno una densità di popolamento molto scarsa.

Diverse le città di grandi dimensioni, a partire dalla capitale Caracas (2.085.000 ab., 2.870.000 aggl. urbano) e da Maracaibo (1.680.000 ab., 2.065.000 aggl. urbano), situata all’imboccatura dell’omonimo lago; seguono per numero di abitanti Barquisimeto (930.000 ab.), Valencia (911.000 ab., 1.495.000 aggl. urbano), Ciudad Guayana (695.000 ab.), Maturin (593.000 ab.), Maracay (453.000 ab., 1.155.000 aggl. urbano) e Barcelona (437.000 ab., 740.000 aggl. urbano).

La composizione etnica del Paese è frutto di vari periodi di immigrazione: meticci (51%) e bianchi (43%) costituiscono gran parte della popolazione, con piccole minoranze nere (3%) ed amerinde (2,5%); Per quanto riguarda la religione, buona parte delle persone è cattolica (71%), mentre i protestanti sono il 17%, con l’8% che si dichiara invece non religioso.

S. Bolivar diceva che “l’arte di vincere si impara nelle sconfitte”, di sicuro il Venezuela è stato sconfitto più volte nel suo tentativo di opporsi alla tirannia, tuttavia non sta smettendo di lottare e le ultime pagine di cronaca lo dimostrano, non ci resta che sperare che da queste ultime rivoluzioni popolari possa avviarsi un vero e proprio processo democratico che possa far risollevare il Paese al più presto.

Simona Di Gregorio


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