La Turchia

Denominata in turco come Repubblica di Turchia (Türkiye Cumhuriyeti), questo paese si trova in una posizione geografica di vantaggio a metà tra Europa e Asia. Esso infatti confina a nord-ovest con la Grecia e la Bulgaria, a nord-est con la Georgia, ad est con l’Armenia, l’Azerbaigian e l’Iran, a sud-est con l’Iraq e a sud con la Siria ed è bagnato dal Mar Mediterraneo a sud, Mar Egeo a ovest, Mar di Marmara a nord-ovest infine dal Mar Nero a nord.

Nonostante la capitale della Turchia sia Ankara che ne rappresenta il centro politico, Istanbul invece è il centro economico del paese. Per una superficie di 783.562 km² , la popolazione totale ammonta a 79.814.000 secondo stime del 2016.

Tipo di governo: Divenuta una Repubblica Parlamentare nel 1923 con Ataturk, primo Presidente della Repubblica turca e figura considerata eroica dalla popolazione stessa. Si fece promotore del laicismo nelle istituzioni e fu favorevole ad una certa occidentalizzazione. A partire dal 1946, il paese si dota di un sistema multipartitico in vigore tuttora. Tra pochi giorni, precisamente il 16 Aprile, la Turchia andrà alle urne per il più importante referendum nella storia politica del paese. Esso essenzialmente prevede il passaggio a una Repubblica Presidenziale con l’eliminazione della figura del Primo Ministro. Il risultato del referendum potrebbe essere decisivo per il futuro del paese a livello interno e con importanti conseguenze sulla scena internazionale.

Economia: La Turchia possiede un’economia relativamente forte, attualmente il GDP turco ammonta al diciottesimo più’ grande al mondo. Esso registra una recente crescita del 3.5%, tuttavia contemporaneamente il paese ha visto crescere nel corso del 2016 il tasso di disoccupazione al 12,7% nello scorso Dicembre. La lira turca nel frattempo vede una continua fluttuazione, segno dell’instabilità’ che la Repubblica sta attraversando.

Sicurezza e Turismo: La sicurezza del paese ha subito un calo vertiginoso nel corso degli ultimi anni, alcuni esempi sono rappresentati dai numerosi attentati che si susseguono nelle diverse città turche da Istanbul a Gaziantep. Il tentato colpo di stato avvenuto nel pieno dell’estate scorsa ha aumentato la percezione di insicurezza di coloro che si recano in Turchia. A partire dal 2015, il settore turistico ha infatti visto un calo del 40% causando un rilevante impatto nell’economia del paese. Il Financial Times ha estimato recentemente per il mese di Febbraio una importante diminuzione del flusso di turisti associata soprattutto al peggioramento delle condizioni di sicurezza.

Diritti umani: Secondo l’ultimo report di Freedom House, la Turchia viene designata come un paese “parzialmente libero”, tuttavia la libertà di opinione nella stampa viene classificata del tutto negativamente. Numerosi arresti di attivisti, politici e accademici stanno conducendo la Turchia verso un governo silenziatore delle voci altrui. Ne sono alcuni esempi la chiusura del giornale Zaman in Marzo 2016, la revoca dall’esercizio di circa 700 giornalisti e segnalazioni da parte del Governo in merito ad alcuni account Twitter. A partire dal 2013, la libertà di associazione e’ stata di gran lunga diminuita portando anche alla chiusura di ONG internazionali come Mercy Corps. Infine, in seguito all’ accordo UE-Turchia dello scorso Marzo la situazione di migranti e rifugiati residenti in Turchia sembra essere peggiorata. Le stime dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati parla di 5 milioni di rifugiati ospitati dal paese in condizione precarie.

Silvia Mannino


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