Cos’è la DDR?

I programmi di «disarmo, smobilitazione e reintegro» (DDR, disarmament, demobilization, reintegration) sono destinati sia ad unità militari che a forze ribelli nel momento in cui un trattato di pace sancisce la fine del conflitto armato, e si riscontra la necessità per questi soggetti di tornare alla vita civile. I programmi di DDR solitamente vengono eseguiti in contesti di peacebuilding e di state-building, in cui il disarmo dei combattenti risulta essere una delle priorità per potere garantire la sicurezza e la stabilità dei lavori sopra indicati.

Secondo la NATO la DDR è uno strumento per aumentare la stabilità in un’area post conflittuale; mentre per le Nazioni Unite la DDR ha lo scopo di affrontare lo stato post conflittuale, evitando che i combattenti siano lasciati da soli.

Il processo di DDR prevede delle condizioni perché venga attuato:

  1. un accordo di pace
  2. fiducia nel processo
  3. volontà delle parti
  4. garanzia di sicurezza

Disarmo: è la raccolta, documentazione, controllo e deposizione delle armi di piccolo calibro, delle munizioni e degli esplosivi e delle armi sia leggere che pesanti, consegnate sia dalle milizie ma anche dai civili.

Il disarmo prevede delle fasi:

  • raccolta di informazioni
  • raccolta e recupero delle armi
  • gestione delle scorte
  • distruzione e distribuzione delle armi

La prima fase comporta la scelta dell’approccio di ricerca delle armi da utilizzare, che sia statico o mobile; l’approccio statico indica la creazione di un’area in cui le milizie e i civili in possesso di armi devono consegnarle, mentre l’approccio mobile indica che le forze militari impiegate nel programma di DDR andranno in cerca delle armi. Importante in questa fase è un’adeguata campagna di sensibilizzazione del programma.

La seconda fase indica la creazione di pick up zone (approccio mobile) o dei weapon collection points (approccio statico), ovvero la creazione dei siti di disarmo in cui vengono stoccate le armi e fatti brillare gli esplosivi. Vengono create le squadre di disarmo che si occuperanno di accogliere le milizie e la popolazione in possesso di armi, prendendo queste e catalogandole, registrandone i numeri di serie. Questo personale ha anche lo scopo di garantire la cornice di sicurezza e gestire i foreign fighters.

La terza fase indica che le scorte raccolte devono essere stoccate in aree che devono essere mantenute sicure contro eventuali furti o attacchi.

La fase quattro indica una cerimonia pubblica di distruzione di armi e la stesura di un programma di redistribuzione delle armi ai membri delle forze armate e di polizia locali.

La smobilitazione è il congedo formale degli ex combattenti con lo scopo di trasformarli in civili. Questi possono essere introdotti in dei centri temporanei in cui vengono verificati i requisiti di questi ultimi, cioè viene verificato se sono effettivamente degli ex combattenti.

Il reintegro è la fase conclusiva del processo di DDR. Gli ex combattenti che sono stati valutati idonei nella fase precedente, hanno la possibilità di seguire dei corsi professionali (ad esempio un corso di meccanico) affinchè questi possano essere reinseriti nella vita civile svolgendo un’attività che non preveda l’uso delle armi.

Il programma di DDR, nonostante sia importantissimo nell’intero processo di peace-building, presenta una serie di problemi non trascurabili.

Innanzitutto se non viene fatta dagli operatori un’adeguata campagna di sensibilizzazione e garantita una cornice di sicurezza efficiente, gli individui potrebbero essere restii a consegnare le proprie armi, questo perché considerano l’arma uno strumento di auto-difesa che sostituisce la protezione che dovrebbe essere loro fornita dagli operatori del DDR. Spesso, per incentivare la consegna delle armi, gli operatori offrono una somma di denaro maggiore di quanto potrebbe ricavare vendendola al mercato nero all’ex combattente per acquistare le loro armi e quindi avviare il programma di DDR per questi soggetti, tuttavia questo causa un importazione nel paese di armi del mercato nero che vengono poi vendute agli operatori del programma di DDR ad un prezzo maggiore, e ciò può alimentare le finanze di frange di ribelli oppure del crimine organizzato.

Un altro problema per il quale tali individui potrebbero non volere essere privati delle loro armi è quello di essere additati come traditori e quindi essere soggetti a rappresaglia da parte dei ribelli. Inoltre un problema di non poco conto riguarda il reintegro dei soggetti che hanno aderito al programma di DDR. Il reintegro deve avvenire gradualmente nella società per evitare un sovrannumero di lavoratori che inevitabilmente conduce a problemi di instabilità. Non possono essere reintegrate più persone di quante il mercato del lavoro locale possa assorbire.

Ultimo problema, i siti di stoccaggio devono essere protetti e sorvegliati adeguatamente perché questi sono spesso oggetti delle incursioni delle milizie ostili, con lo scopo di razziare le riserve ivi immagazzinate.

Nonostante questo tipo di problematiche, il programma di DDR è e rimane una delle fasi più importanti dell’intero processo di pace, senza questo, la sicurezza del paese non può essere garantita.

Daniele Oro


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