Una Germania a guida socialdemocratica? Con Schulz si può

Lo scorso 29 gennaio 2017, il presidio dell’Spd (Sozialdemokratische Partei Deutschlands) ha nominato all’unanimità Martin Schulz quale presidente del partito e, quindi, candidato alla cancelleria contro Angela Merkel. La corsa alle elezioni del 24 settembre è, quindi, partita ufficialmente. Una scelta ai più nota da tempo, nonostante nelle settimane precedenti fossero emersi dei dubbi a riguardo, con indiscrezioni che indicavano, invece, Sigmar Gabriel come il prossimo candidato. Ma, alla fine, è prevalso il nome dell’ex presidente del Parlamento europeo.

E i primi sondaggi sembrano dar forza a questa scelta. Qualora si dovesse votare direttamente il cancelliere, infatti, secondo i rilevamenti della Politbarometer dell’emittente pubblica Zdf, il 49% degli elettori a oggi preferirebbe Martin Schulz all’uscente Angela Merkel, ferma al 38%. Un voto più sulla fiducia verso la persona che per l’appartenenza al partito Spd, che seppur in crescita rispetto ai mesi precedenti, non ha ancora raggiunto la percentuale dei consensi del Cdu (Christlich Demokratische Union Deutschlands).

La rincorsa di Schulz alla cancelleria sembra esser partita nei migliori dei modi, quindi. Al punto che adesso appare più che mai possibile lo scenario di un socialdemocratico alla guida della Repubblica federale tedesca. Fatto che non avviene dai tempi di Gerhard Schröder, a cavallo del Duemila, a cui si devono quelle riforme strutturali, motore, secondo gli esperti, della crescita economica della Germania.

Un’eredità che, dopo anni di grandi coalizioni a firma Cdu e Merkel, a cui l’Spd ha contribuito come gamba d’appoggio, il candidato socialdemocratico è pronto a raccogliere. Martin Schulz sembra rappresentare un elemento di novità rispetto al passato. E questo lo si deve anche per la sua storia politica recente, vissuta più a Bruxelles e Strasburgo che a Berlino. Così come i suoi potenziali elettori lo vedono come un segno di discontinuità con la politica di Angela Merkel. Su immigrazione e lavoro, dove però il candidato socialdemocratico si è mantenuto assai sui generis, ma anche sul futuro dell’Unione europea, diventato tema di discussione ormai anche tra i tedeschi. Proprio su quest’ultimi temi, Martin Schulz è sembrato avere idee chiare: no all’Ue a due velocità proposta dalla Merkel, sì al rafforzamento dell’integrazione comunitaria, e soprattutto alla difesa del sistema euro che il candidato socialdemocratico ritiene fondamentale nella tutela degli interessi della Germania stessa.

Su questo e non solo verterà la sfida con la cancelliera uscente. Schulz sembra esser partito con il piede giusto, crescendo nei consensi, ma, la corsa è appena all’inizio e mancano ancora sette mesi al giorno delle elezioni, durante i quali i pronostici potranno conoscere ben più di un ribaltamento.

Mario Montalbano


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