L’ayatollah Khamenei attacca Trump. Sale la tensione tra Usa e Iran

«Ringraziamo» Donald Trump «perché ci ha aiutato a mostrare il vero volto degli Stati Uniti». Queste le parole dell’ayatollah Sayyed Ali Khamenei, guida suprema dell’Iran, durante il discorso pronunciato davanti alle forze armate lo scorso martedì. «Quello che stiamo dicendo da più di trent’anni sulla corruzione politica, economica, morale e sociale all’interno della potenza americana – prosegue Khamenei – questo signore l’ha messo a nudo durante la campagna elettorale e dopo».

Con queste affermazioni si dà un’altra picconata ai tentativi di disgelo in corso negli ultimi anni tra Usa e Iran, concretizzatisi con l’accordo sul nucleare del 2015. L’attacco a Trump parte dall’episodio del bambino ammanettato in un aeroporto statunitense dopo il bando del neopresidente che impedisce l’ingresso negli Stati Uniti a sette paesi a maggioranza musulmana, tra i quali vi è anche la Repubblica islamica. L’ayatollah ha così respinto le ultime minacce del Presidente che, venerdì scorso, -prima dell’annuncio di sanzioni in risposta al test missilistico iraniano effettuato il 29 gennaio – twittava: «L’Iran sta giocando con il fuoco. Non si rendono conto di quanto il presidente Obama sia stato ‘gentile’ con loro. Io no!».

Il lancio del missile balistico, secondo il consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Flynn, deve essere considerata una «violazione delle risoluzioni dell’Onu» a cui sono conseguite delle misure che colpiscono 13 individui e 12 enti – alcuni basati in Emirati Arabi Uniti, Libano e Cina – coinvolti nello sviluppo del programma missilistico e accusati di favorire il terrorismo.

«Il popolo iraniano risponderà alle parole di Trump il 10 febbraio, mostrerà la propria posizione contro tali minacce. Nessun nemico può paralizzare l’Iran». Khameinei, riferendosi ai festeggiamenti per il 38° anniversario della Rivoluzione, ricorda come la tipica compattezza del popolo iraniano è pronta a dare battaglia alla presidenza Trump. L’Iran però non è lo stesso paese dei tempi della rivoluzione, non è più disposto a ripiegarsi in una posizione isolazionista ed è forte del ruolo chiave assunto nello scacchiere mediorientale, grazie anche all’alleanza con la Russia.

E l’alleato russo, che riconosce l’importanza della repubblica islamica, soprattutto nel conflitto siriano, si affretta a difenderla tramite le parole del ministro degli Esteri Serghej Lavrov che ha tenuto a sottolineare che Teheran è «in prima linea nella lotta all’Isis».

Trump, se fosse davvero intenzionato a instaurare un nuovo rapporto con la Russia di Putin, non potrà prescindere dall’Iran.

Antinea Pasta


 

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