“Immagine dal vero” è la realtà che non si racconta, ma che si vive e si ascolta

Negli ultimi anni tutti parlano di immigrazione, di extracomunitari, di accoglienza e di assistenza. Nelle università si studia il fenomeno e si riempiono le aule per corsi sulle politiche urbane, sulla sharing society; ci si domanda spesso se la condivisione di risorse possa fruttarne altre, ci si chiede se gli immigrati siano essi stessi una risorsa.  

Rare sono invece le occasioni in cui a parlare sono proprio coloro che arrivano qui da lontano, coloro che vengono fin da subito bollati come “immigrati”, termine che racchiude tutti coloro che appaiono diversi da noi, sia che siano rifugiati, richiedenti asilo, vittime di tratta o semplici migranti.

“Immagine dal vero” dà voce proprio a chi è riuscito a sopravvivere alla giungla della nostra società. All’interno del Piano Azione Coesione “Giovani no profit” promosso dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dal Dipartimento della Gioventù e dal Servizio Civile nazionale, l’Associazione Anteprima ha avuto la possibilità di approfondire il tema dell’immigrazione attraverso un nuovo approccio ossia quello dell’incontro diretto con giovani immigrati.

Il  titolo racchiude in sé la caratteristica del film, ossia quella di essere un vero e proprio documentario della realtà, capace di mostrare il tragico percorso di integrazione attraverso la semplicità della narrazione.

Lo scopo del “film-documentario” come lo ha definito lo stesso regista Luciano Accomando vuole essere quello di offrire sia un’occasione di lotta contro i pregiudizi,  ma anche un vessillo di speranza per tutti coloro che stanno affrontando ancora un percorso di ricerca in questa terra.

Nell’intento di mostrare gli immigrati come risorsa il regista denuncia il mancato controllo ed intervento istituzionale. L’argomento è stato, negli ultimi mesi, parecchio condiviso dalla regione Sicilia e soprattutto promosso dall’Università degli studi di Palermo all’interno del ciclo di incontri della IX edizione “Le giornate dell’economia del mezzogiorno” dove è stata dedicata un’intera giornata al tema “Conoscere e governare l’immigrazione” con la partecipazione di coordinatori come Farhat Ben Soussi (Console di Tunisi a Palermo), Delfina Nunes (Presidente consulta delle culture di Palermo) e tante altre personalità tra cui esponenti dell’Istat che hanno fatto un punto sulla situazione attuale, drammatica ed in continua crescita. Al di là dei dati, delle statistiche e dei discorsi di scienziati politici, esperti di antitrafficking e mediatori culturali, oltre tutte le previsioni statistiche e socio demografiche ed i pareri degli psicologi, resta la vita reale ed è questo il promemoria che il film ci propone.

La reltà di Ramzi Harrabi, presidente dell’Intercultural Studies Center di Siracusa, la realtà di Adham Darawasha, medico al Civico di Palermo ed ex presidente della Consulta delle Culture del Comune di Palermo,  di Shapoor Safari, il cuoco afghano fuggito dalla guerra in Siria e oggi lavoratore a Moltivolti di Palermo, di Irene, arrivata dall’Africa subsahariana,  la storia della gravidanza di Linda la ragazza ghanese di Fella, giovane algerina arrivata a Palermo da qualche anno sognando un futuro migliore. Il filo conduttore di tutti questi racconti è l’indagine sul campo delle barriere minaccianti l’integrazione.

Si può essere più o meno favorevoli all’accoglienza, si possono appoggiare alcune politiche piuttosto che altre però bisogna tenere in mente un concetto espresso ingenuamente da un bambino e riportato da Roberto Foderà durante gli incontri sopra citati : “i numeri siamo noi stessi” e se in quel noi mettiamo un essere umano con i suoi sentimenti , la sua autostima, la sua auto- efficacia comprendiamo fin da subito che per parlare di immigrazione bisogna in primo luogo parlare con gli immigrati e conoscere bene in che direzione andare per abbattere le barriere che minacciano l’inclusione sociale auspicata da ogni governo.

Dal 2017 il film verrà commercializzato nelle migliori librerie italiane e distribuito nelle scuole come strumento didattico: è grazie all’istruzione ed alla conoscenza che si creano le basi per un futuro migliore ! In questo mese è stato possibile intervistare F.B, attrice del film che ha gentilmente condiviso con noi di Eco internazionale la sua esperienza all’interno del cast. []

Da dove nasce l’idea della tua partecipazione al film?

<< L’ idea è nata mentre facevo il corso di mediatore interculturale . Una volta la mia collega mi raccontò che faceva parte di questo progetto e mi ha chiesto se potevo partecipare.  Ho pensato un po’ ed infine ho deciso di provare >>

La partecipazione al progetto è stata per te un’occasione di integrazione ?

<< Certo, è stata per me una opportunità per conoscere altre persone e idee nuove, è stata una bella opportunità perché ho condiviso la mia storia e la mia esperienza con tutti >>

Hai avuto difficoltà nel farlo? Immagino che sia stato brutto per te dover ricordare e condividere.

<< È stato difficile parlare davanti a tutti della mia storia e riaprire il dolore nascosto dietro il mio sorriso >>

Come è stata l’esperienza di lavoro all’interno del cast?

<< Con il registra ho avuto un rapporto amichevole dal primo giorno, mi sono sentita tranquilla e serena; questo è stato piuttosto sorprendente, considerando il mio carattere che mi rende difficile parlare con chi non conosco bene >>

Tu vivi a Palermo già da qualche anno, cosa ami di questa città e cosa odi?

<< La cosa che amo di Palermo è  il cibo e le persone, la città è molto accogliente. Odio le persone ignoranti, odio chi dice  che gli stranieri vengono qui a rubare il lavoro. Palermo è una città molto accogliente, ti aiutano sempre ad andare avanti con tutte le difficoltà di lavoro e di crisi >>

Perché consiglieresti di vedere questo film?

<< Consiglio a tutti questo film per vedere la realtà che si nasconde dietro l’immigrazione, come è difficile lasciare il proprio paese , la famiglia, la propria cultura per arrivare in un paese diverso con lingua diversa, cultura diversa e ripartire da zero con la differenza che qui sei solo. Da solo devi  combattere, da solo devi vivere le tue  emozioni, da solo  piangi e da solo ridi >>

I tuoi sentimenti, le tue emozioni sono cambiate con il tempo ? Come si è evoluto il tuo percorso emotivo?

<< I miei sentimenti con il tempo sono cambiati molto. All’inizio volevo tornare a casa mia, non mi piaceva nulla, mi sentivo sola e lontana da casa. Con il tempo conoscendo amici nuovi , un mondo nuovo mi sono abituata anche se con difficoltà >>

Partecipare al film ti ha aiutata ad aumentare il tuo senso di appartenenza a questa città?

<< Ho voluto partecipare a questo film perché volevo convincere me stessa che faccio parte di questa città. Volevo dimostrare cosa ho costruito in cinque anni, come sono cambiata. Posso dire adesso di essere davvero orgogliosa di me >>

Incontrare F.B ha reso possibile riscontrare che il film è riuscito nel suo intento a coinvolgere giovani ragazzi che lottano ogni giorno per il loro futuro, che tentano con le loro forze di distruggere ogni stereotipo. Loro hanno condiviso davanti ad una telecamera la loro intima esperienza, adesso tocca a Noi ascoltarli.

Simona Di Gregorio


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