ZTL a Palermo. Tutto questo baccano per chi?

A Palermo è stata istituita una zona a traffico limitato che sostanzialmente racchiude le quattro zone di Monte di Pietà, Castellammare, Kalsa e Albergheria a partire dal 10 Ottobre di quest’anno.

La Zona a Traffico Limitato (ZTL), ai sensi dell’art. 3 del Nuovo Codice della Strada è un’area in cui l’accesso e la circolazione veicolare sono limitati ad ore prestabilite o a particolari categorie di utenti e di veicoli. La ZTL è un’area soggetta a pagamento per l’accesso, come previsto all’art. 7 comma 9 del N.C.d.S. e dalla circolare del Ministero del Lavori Pubblici n. 3816 del 21/07/1997. L’accesso e il transito nella “ZTL Centrale” sono pertanto sottoposti ad un sistema di tariffazione.

La ZTL è individuata anche come Zona a Basse Emissioni (Low Emission Zone – LEZ), come definita in sede di Unione Europea.

A parte queste informazioni tecniche da controllare (possibilmente) nel dettaglio per maggiori delucidazioni – per i più scettici sulla legislazione – il polverone mediatico palermitano è stato monopolizzato dalle polemiche e dalle proteste che si stanno susseguendo in queste bollenti settimane. I motivi principali delle “agitazioni popolari” sono l’insufficienza dei mezzi pubblici per garantire una corretta circolazione dei cittadini durante i giorni feriali – quelli interessati dalle limitazioni – e la prospettiva comunale di applicare una seconda ZTL affiancata a quella centrale.

Sarà inoltre depositato questo lunedì il ricorso al Tar di Palermo contro la ZTL. Il documento è stato notificato ieri sera al Comune di Palermo e all’Amat. Sono circa 400 i cittadini che lo hanno sottoscritto e proposto insieme ai distaccamenti regionali delle associazioni di categoria, tra cui Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Cobas. Nella diatriba sono stati scomodati anche alcuni parroci, sette per la precisione, che si sono schierati contro il provvedimento comunale di limitazione al traffico definendolo causa di “disagio umano e sociale”.

Una settimana fa una manifestazione contro la ZTL ha intasato il centro di Palermo, causando ritardi e disagi come di consueto per ogni corteo che si rispetti. Si leggeva sugli striscioni il malcontento di quei cittadini: “è morto il commercio del centro storico” “sospendete la ZTL, ci danneggia” e altri slogan che accusavano la misura approvata dall’Amm. Orlando di essere un pizzo legalizzato. Intanto è stato organizzato per il 9 Novembre un nuovo corteo di protesta, stavolta minacciando “azioni di disobbedienza civile” – l’entrata in massa di mezzi non autorizzati, anche se non si sa come possa essere possibile! – se non verrà revocata la misura, attiva ormai da un mese. La risposta secca del sindaco Leoluca Orlando è stata “Mi auguro proposte concrete, ma sospendere il provvedimento è dannoso. Non verranno accettate violenze e minacce che possano condizionare l’azione dell’Amministrazione”.

Ma contro cosa si protesta? Ne vale la pena? Siamo davanti una politica ingiusta e scorretta? Spiegheremo in cosa consiste la limitazione riferendoci all’eventuale danno alla cittadinanza, tale da provocare malcontento e minacce, e provando a capire se questo disagio sia cavalcato da istanze meramente contrarie alla politica Orlando.

L’accesso alla ZTL è riservato ai possessori del pass. Si legge così nell’incipit che elenca le categorie autorizzabili e quelle che possono avere l’accesso gratuito. Pagano praticamente tutti, dai residenti (anche perimetrali) ai lavoratori, fino agli accasermati in possesso di veicoli (anche in sosta). Esentati i possessori di veicoli elettrici e i cittadini con impedita capacità motoria, e tutti coloro che sono elencati nella “lista bianca” tra cui i Taxi e i mezzi appartenenti agli Enti pubblici, alle Forze dell’Ordine, alle Polizie Private, ai trasporti a noleggio. Le cifre si aggirano intorno ai 100 € (o meno se il veicolo è “meno inquinante”) per il pass annuale, e 5€ quello giornaliero.

E’ chiaro come il provvedimento riguardi direttamente una ristretta quantità di popolazione e pare senza via di fuga – al resto è possibile il boicottaggio della ZTL. Doverose alcune premesse: la limitazione al traffico è prima di tutto – e formalmente – una misura di miglioramento della respirabilità del centro storico e un’occasione per rendere più facilmente fruibile ai visitatori uno dei più bei “agglomerati artistici” di tutta l’Europa. Ma è anche un modo per fare cassa : su questo è stata ampia la discussione che accusava (e accusa) il Comune di voler recuperare parte dei fondi utilizzati per la realizzazione del tram cittadino ultimato da circa un anno.

Si tratta di un adattamento al resto delle città italiane ma con la grossa differenza che pagano anche i residenti. E questa potrebbe essere l’unica vera critica che si può muovere alla misura palermitana, visto che in altre città lavoratori e commercianti non hanno neanche la possibilità di avere un pass di autorizzazione a pagamento – una su tutte, Roma. I residenti (qualche migliaio di nuclei familiari) avrebbero più che di un buon motivo per chiedere un tavolo di dialogo e trattativa con l’Amministrazione Orlando. Le multe, come per ogni violazione del Codice della Strada, sono piuttosto salate e si serviranno nel prossimo futuro dell’ausilio delle telecamere, come avviene già nelle principali città italiane.

Alcuni dati e conseguenze del provvedimento: dal via alla ZTL sono sensibilmente diminuite le corse saltate dei trasporti pubblici principali e centrali anche se le annose difficoltà della periferia sono quasi sempre le stesse; dalla pedonalizzazione di due grandi arterie centrali il viavai di persone è aumentato a dismisura ma le attività hanno sempre continuato a fare apri e chiudi; il pagamento dei pass, considerato da molti immeritato, ha sortito sicuramente sdegno ma ha funzionato anche da incentivo a utilizzare alternative per raggiungere il centro o per aggirarlo (in questo caso il traffico altrove non è mancato); migliaia di lavoratori del centro Città già da molti anni non utilizza il mezzo privato per la carenza di parcheggi o per il pagamento sempre più oneroso di questi; per avere il pass è necessario avere l’assicurazione e la revisione in regola (e questo è un “buon effetto collaterale” per evitare il transito di veicoli non assicurati).

L’ambiguità della questione è indubbia, anche se i benefici sulla viabilità del centro sono stati da subito evidenti, paragonabili a quelli di un qualsiasi centro cittadino d’Italia. Ma allora, visto il paragone con le altre realtà urbane, visto il vicolo cieco per i residenti, visto l’esiguo numero di firmatari del ricorso al Tar, vista l’estensione non vastissima della limitazione territoriale, vista la mobilitazione che neanche stessero togliendo il 50% degli stipendi a tutta la cittadinanza e visto il “richiamo alle armi” per il popolo di Palermo, siamo sicuri non si stia cadendo in un tranello rivoluzionario per una situazione che richiederebbe molta più diplomazia e proposte moderate atte non riportare la situazione esattamente come prima, ma ad agevolazioni per gli abitanti del centro di Palermo? Senza sicilianismi e senza populismi, possiamo dire che la misura è ingiusta nel momento in cui danneggia chi non ha alternative per sopravvivere al danno: in questo caso i domiciliati. Piuttosto i commercianti che pagano il pizzo, quello vero, andrebbero difesi con una mobilitazione così accorata e accanita. Ma questa è (sempre) un’altra storia.

Daniele Monteleone


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2 pensieri riguardo “ZTL a Palermo. Tutto questo baccano per chi?

  1. Per quanto riguarda il controllo dei veicoli, personalmente utilizzo un’app per iPhone gratuita. Si chiama Altolà. Inserendo il numero di targa di un qualsiasi veicolo in pochi istanti è possibile sapere se risulta rubato o non assicurato, scoprire tutti i dettagli del veicolo e vedere sulla mappa le zone dove risultano più segnalazioni di veicoli rubati e non assicurati.

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  2. E se uno di questi commercianti con l’avvento della ztl è costretto a chiudere perché non è più raggiungibile dalla propria clientela che non è disposta a pagare per la ztl cosa dovrebbe fare? Vorrei vedere come la penserebbe se a rimanere senza lavoro fosse colui che è favore del provvedimento.g

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