Homeless in Dublin

In qualsiasi periodo dell’anno Dublino è tra le mete turistiche mondiali più gettonate, nonostante il clima spesso ostile (su cui ironicamente sono riusciti a fare un lavoro di marketing molto apprezzato dai turisti stessi) ed i prezzi tra i più alti d’Europa. Non sono pochi inoltre i giovani che prendono la decisione di trasferircisi definitivamente per studio o per lavoro. Il tasso di disoccupazione è diminuito vertiginosamente negli ultimi anni (arrivando a 9.8%). Ambiente stimolante, ricreativo, efficiente: un paradiso terrestre.

Agosto 2016, ho un biglietto in mano per lo Stagno Nero – dal suo antico nome gaelico “Dubh Linn”. Arrivata con la mia famiglia nel cuore della città, sono rimasta effettivamente impressionata dalla bellezza del luogo. Dal vivo è tutta un’altra cosa. Ma appena cinque minuti dopo il mio arrivo in questa meravigliosa Dublino, sono stata turbata da uno sguardo. In mezzo a centinaia, migliaia di persone che ridevano e scherzavano, andando più o meno veloci chissà dove, c’era un uomo. Giacca enorme, scarpe rotte, pelle screpolata e sporca, un grande sacco sulla schiena. In mezzo a quei sorrisi e stupori di persone, tra borse vistose e macchine fotografiche, quell’uomo brillava di una luce buia e malinconica, non per il suo abbigliamento: per la sua espressione. Quel viso lo ricordo ancora, stampato nella memoria. Vi era disegnata una sofferenza così opprimente da non dar spazio alle lacrime, lasciandolo ingiustamente asciutto, una resa ed un abbandono che lo portavano ad una alienazione totale. Si è fermato il tempo, per me. Ho dimenticato dove fossi, perché volevo solo sapere cosa stesse accadendo a quell’uomo. Non che fosse poi così tanto difficile immaginarlo. Ma l’ignoranza e la noncuranza della gente intorno a lui mi ha convinta a procedere con il mio viaggio appena iniziato, senza pormi ulteriori domande.

Arrivati in ostello, facciamo amicizia con G. , un italiano trasferitosi da diversi anni a Dublino che si offre gentilmente di farci da guida turistica in questi giorni, promettendoci posti che probabilmente neanche gli Irlandesi stessi conoscono. Ci diamo appuntamento solo per la sera. Durante il giorno visitiamo come Turisti Doc tutto ciò che è in lista, su cartine e siti internet. Mi accorgo dei sempre più frequenti senzatetto posti fuori dai supermercati, agli angoli delle strade, sull’Ha’penny Bridge che vengono palesemente ignorati da chiunque. In questi giorni non ho visto neanche una persona dar loro una mano, una parola, una moneta. Solo una ragazza, il terzo giorno, ha gettato con riluttanza una monetina nel bicchiere di un ragazzo (probabilmente mio coetaneo) davanti ad un supermercato. I giorni restanti, il nulla.

La sera, G. ci porta in quartieri di Dublino dimenticati, in locali notturni con la gente più varia e interessante, facciamo lunghe passeggiate sul molo; strade deserte e silenziose finalmente, dove la città mostra una faccia nuova e terribilmente affascinante. Intanto la relazione si sviluppa e iniziamo a fidarci sempre di più, fino a parlarci a cuore aperto. G. vive in ostello da anni. Si è trasferito qui per questioni familiari, ma è un senzatetto. Non è l’unico a farlo, sono tantissime le persone che vivono negli ostelli, senza una reale fissa dimora. Ci sono delle leggi da rispettare: dopo alcuni mesi di soggiorno bisogna cambiare necessariamente luogo, per evitare che insorgano gerarchie e sovraffollamento. Gli affitti costano troppo persino per chi ha un lavoro, non è raro che famiglie intere vadano alla ricerca di un ostello in cui alloggiare finché non trovano i fondi necessari per sistemarsi. Molti homeless per strada chiedono soldi solo per potersi assicurare un tetto sopra la testa, anche per una notte. Il clima ostile irlandese non rende facile una vita come la loro. Al momento della partenza, G. scoppia in lacrime. Non capita spesso di trovare qualcuno disposto a fidarsi, ad ascoltarlo senza alcun pregiudizio.

14608038_10210882665213261_433446418_n

I may be homeless, but I’m human too. Once had a family and home like you. People Judge me and look down. So Help me get a bed tonight where i’ll be safe and sound. Thank you for helping me. God bless. Have a Nice Day. Every now and then we all need a helping hand.”

La cosa che più colpisce di Dublino è la quasi totale assenza di compassione, o misericordia, nei confronti di chi ha delle difficoltà economiche. Purtroppo Dublino è piena di homeless che vengono quasi nascosti dalla bellezza della Città in sé. Alcuni con umiltà e discrezione denunciano tramite l’arte ciò che vivono: disegni, scritte, musica, performance. La reazione è sempre la stessa: indifferenza. Una ragazza, in mezzo ad una piazza piena di negozi, armandosi di gessetti colorati e tanta buona pazienza, scrive sul pavimento “Sarò anche una Senzatetto, ma sono anche un essere umano. Un tempo avevo anche io una famiglia ed una casa come te. Le persone mi giudicano e abbassano lo sguardo. Quindi aiutami ad avere un letto stanotte dove potrò essere sana e salva. Grazie per l’aiuto. Dio ti benedica. Buona giornata. Ogni tanto tutti abbiamo bisogno di una mano”. Durante e dopo, le persone calpestano con estrema indifferenza ciò per cui la giovane ha impiegato tempo e speranze. Una semplice frase che mira al risveglio, anche temporaneo, di una società con gli occhi chiusi. E qui non mi limito a parlare solo di Dublino, dell’Irlanda, dell’Europa. È un problema che attanaglia gli animi di tutta la popolazione mondiale. L’indifferenza verso il prossimo. Il nascondere la mano quando qualcuno ne ha bisogno. Basterebbe davvero poco per migliorare la vita di una persona. Ciononostante si continua a vivere nel caldo abbraccio dell’egoismo. Dublino città meravigliosa, sempre. Ha semplicemente bisogno di una mano.

14627858_10210882668533344_411417320_n

Se vi capita di visitarla e trovate un Senzatetto, o se vivete lì e rischiate di diventarlo, visitate homelessdublin.ie. La DRHE (Dublin Region Homeless Executive) ha aperto nel 2014 un Centro Accoglienza e Aiuto Homeless a Dublino che mira alla prevenzione, supporto e raccolta dati delle persone senza fissa dimora.

Ester Di Bona


 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...