Il libro consigliato: Confessioni di un trafficante di uomini

“All’inizio della mia carriera ero io a cercare chi volesse partire. Ora sono cresciuto nel mio business ed è la gente a cercarmi. Nei piccoli villaggi dell’Egitto i giovani hanno bisogno di me”.

A parlare è El Douly, trafficante egiziano, uno dei protagonisti di questo libro, assieme al mediatore pachistano Kabir, passando per l’inarrestabile Josip Loncaric e non solo. Tutti attori principali di un fenomeno che riempie ogni giorno la cronaca internazionale, diventando, da tempo ormai, uno dei drammi della nostra epoca. “Confessioni di un trafficante di uomini”, scritto dal docente di criminologia, Andrea Di Nicola e dal giornalista freelance, Giampaolo Musumeci, tenta di analizzare a fondo le dinamiche di quello che è un enorme mercato internazionale, i cui proventi, secondo i dati dell’Organizzazione internazionale per le migrazioni nel 2011, “si aggirano fra i tre e i dieci miliardi di dollari l’anno”.

A partire dai mezzi adoperati nelle missioni: imbarcazioni di valore più o meno elevato, i sistemi con cui si organizzano i viaggi, in termini soprattutto di tempi, e poi i metodi di pagamento. Ma, il fulcro dell’opera è rappresentato dalle parole dei diretti interessati. Per la prima volta, qualcuno ha voluto sentire il punto di vista dei trafficanti, sia per tracciarne i loro profili da criminali, privi di qualsiasi scrupolo, sia per far emergere le caratteristiche di un sistema profondamente reticolato, con una vera e propria sensibilità imprenditoriale. Un sistema astuto, drammaticamente creativo ed adattabile ad ogni circostanza, incentrato su un quanto mai solido rapporto fiduciario tra gli stessi fautori del traffico, ma anche tra i migranti e gli stessi trafficanti.

Come? Adottando metodi non tracciabili, senza assegni o bonifici. Piuttosto, si muove la parola e la fiducia da una persona all’altra, anche per mezzo di un semplice fogliettino. Rendendo il tutto impermeabile a qualsiasi investigazione, dato anche l’alto livello di ritorsione in caso di tradimento. Senza considerare che gli stessi migranti, loro malgrado, rappresentano i primi alleati dei trafficanti, decidendo di cedersi a questi pur di partire e giungere in Europa. Perché d’altronde “tutti vogliono venire in Italia. Io aiuto le persone… realizzo i sogni”, spiega a suo modo, il già citato Kabir, il mediatore pachistano, che evidenza come “intere famiglie contribuiscono al viaggio, spesso vendendosi quasi tutto quello che possiedono”, un aspetto di non poco conto. La partenza di un familiare è frutto dell’investimento dell’intera famiglia. E non è detto che basti, tutt’altro, visto che prima della partenza potrebbero passare mesi interi, fatti di sfruttamento e condizioni di soggiorno difficili.

Un business remunerativo, che percorre le vie che vanno dall’Europa dell’Est fino al Mediterraneo, coinvolgendo un numero considerevole di paesi. Un mondo parallelo che muove “una montagna di soldi”, ormai noto nelle sue drammatiche conseguenze quotidiane, ma totalmente sconosciuto nelle due dinamiche costitutive, a cui forse questo libro può dare qualche risposta.

Mario Montalbano


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