Austria vs Ungheria: una partita dal fascino storico

Il 14 giugno, il gruppo F di Euro 2016 ha regalato emozioni che resteranno nella memoria degli sportivi. E’ stata, infatti, la giornata dello storico punto dell’Islanda contro il Portogallo di Cristiano Ronaldo, ma soprattutto è stata la giornata dell’Ungheria, che mancava una competizione importante dai Mondiali del 1986.

Con un match, impeccabile, la nazionale ungherese è tornata grande, sfatando il “tabù” della prima vittoria nei 90 minuti agli europei di calcio battendo, sorprendentemente, 2 a 0 una spenta Austria. La squadra austriaca è sembrata solo un ricordo di quella che ad aprile 2016 occupava l’11º posto nel Ranking FIFA e che è stata una delle prime squadre a qualificarsi ad Euro 2016 vincendo con largo anticipo il proprio girone di qualificazione.

Austria – Ungheria, potrebbe essere anche ricordata come la partita di Gabor Kiraly, il portiere ungherese “con il pigiama” che, all’età di 40 anni, è diventato il giocatore più anziano a giocare la fase finale di un europeo, superando il primato di Matthaeus a Euro 2000. Soprattutto, questa è stata una partita ad alto contenuto storico data la grande rivalità che ha da sempre caratterizzato queste due nazioni.

Nonostante l’incoronazione dell’arciduca d’Austria Giuseppe I come re d’Ungheria, infatti, è solo nel 1711 grazie a Carlo VI, che gli ungheresi riconobbero per la prima volta il legame con l’Austria. Un legame, però, pieno di contrasti che durarono fino alla prima guerra mondiale.

Trattandosi di un impero multietnico e di un’epoca di forte risveglio del nazionalismo, l’Austria-Ungheria fu continuamente travagliata dalle dispute fra gli undici gruppi etnici che la componevano. I primi movimenti nazionalisti nel 1848 sfociarono nei moti che portarono al governo gli indipendentisti guidato dal liberal-democratico Lajos Kossuth (18021894). Egli proclamò l’indipendenza dell’Ungheria dall’Austria e avviò un programma di riforme di carattere socio-economico. Alla dichiarazione d’indipendenza ungherese, l’Austria reagì, sostenuta dalla Russia, con la guerra che portò alla sconfitta del movimento indipendentista e alla riannessione dell’Ungheria alla corona asburgica.

A causa della guerra austro-prussiana che esplose nel 1866, il tentativo da parte di Francesco Giuseppe di trovare una soluzione per riappacificarsi con la nazione magiara fu interrotto per poi essere ripreso dopo la resa firmata dalla Casa d’Asburgo. Inizialmente, fu avviato un progetto di germanizzazione degli ungheresi che venne presto abbandonato in favore del cosiddetto Compromesso (Ausgleich) del 1867. Le delegazioni furono guidate da vari politici e statisti tra i quali Ferenc Deák, Friedrich Ferdinand von Beust, e Gyula Andrássy il vecchio, che giocarono un ruolo di prim’ordine al fine di ottenere tale accordo tra l’Austria e l’Ungheria. Tramite il Compromesso, l’Impero assumeva la denominazione di Austro-Ungarico e le due parti dello stesso cioè la Cisleithania (l’Austria) e la Transleithania (Ungheria e Croazia) godevano di ampia autonomia reciproca, pur restando l’imperatore Francesco Giuseppe sovrano di entrambe.

In base all’Ausgleich, l’Impero d’Austria e il Regno di Ungheria costituivano due stati separati, con costituzioni, parlamenti, amministrazioni e milizie territoriali distinti. In comune oltre all’imperatore d’Austria e re apostolico d’Ungheria, i due regni avevano: i ministeri competenti per la politica estera, economica e militare, e gli “imperiali e regi” esercito e marina da guerra.

Sulle questioni economiche e finanziarie erano previsti accordi decennali rinnovabili. Le spese comuni furono stabilite inizialmente nella proporzione del 70% dell’Austria e del 30% dell’Ungheria. Nonostante le rivalità etniche ed i numerosi scontri interni, nei suoi cinquant’anni di esistenza, l’Austria-Ungheria conobbe una rapida crescita economica e una marcata modernizzazione, oltre a molte riforme liberali.

È però proprio grazie all’Ausgleich che l’Ungheria ha diritto ad avere una Federazione calcistica separata da quella austriaca. Così il 19 gennaio del 1901 nacque la Magyar Labdarúgó Szövetség (MLSZ) con presidente Géza Jász e nello stesso anno prese il via il primo campionato di calcio, vinto dal Budapesti Torna Club. Il 12 ottobre del 1902, invece, fu giocata la prima partita della Nazionale ungherese che, guidata dal giornalista Ferenc Gillemot in qualità di primo Commissario tecnico e dal poliedrico atleta Alfréd Hajós in campo, venne sconfitta dall’Austria con il risultato finale di 0-5.

Magiari e austriaci, si sfidarono altre 9 volte fino al 1908. Dopo queste 10 gare iniziali, l’Austria affrontò i maestri inglesi subendo a Vienna due clamorose sconfitte in due giorni, 1-6 e addirittura 1-11, nel giugno 1908. La prima competizione ufficiale affrontata dalla nazionale d’oltre Alpe fu durante le Olimpiadi di Stoccolma del 1912, nelle quali gli austriaci furono eliminati al primo turno così come la nazionale ungherese che fu battuta nettamente per 7 a 0 dalla squadra del Regno Unito. Nel torneo di consolazione l’Austria arrivò in finale, dove fu sconfitta dai rivali e vicini ungheresi.

Così iniziò il periodo della grande Nazionale di calcio dell’Austria, rappresentativa fra le più antiche del mondo e quella dell’Ungheria una fra le più valide e temute squadre fino agli anni settanta del XX secolo. In questa nazionale hanno giocato uomini del calibro di Flórián Albert (Pallone d’oro 1967) e Ferenc Puskás scelto dalla Federazione nazionale come Golden Player, ovvero il miglior calciatore del primo mezzo secolo di vita dell’UEFA, oltre che l’unico ungherese inserito dal grande Pelé nei “FIFA 100” cioè la lista dei migliori cento calciatori della storia stilata per celebrare il centenario della FIFA nel 2004.

Ugo Lombardo


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